Gualdo Social Network

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Massimiliano Mariani

La “morte” del centro storico, parte da molto “lontano”… ma risorgerà?

E' da tempo che si parla della "morte" del nostro Centro Storico, soprattutto in questi giorni, ma i problemi a mio avviso vanno ricercati molto "lontano", dalla mancanza di un programmazione a lungo termine, per lo sviluppo di un territorio, nonchè la salvaguardia della storia, degli usi e dei costumi della comunità locale, spesso "chiusa" nel proprio orticello, sempre più incolto...

I giorni scorsi passeggiando alla Mostra del Tartufo per Gubbio (un paragone sempre molto scomodo per gualdesi, ma…), osservavo…
Quando guardavo le belle facciate in pietra di Gubbio, pensavo: che fortuna! Eppure siamo così vicini… Ma ci sono dei bei centri storici in tutta l’Umbria… e a Gualdo?
Domenica scorsa leggendo un articolo sul Corriere dell’Umbria: “La Città del silenzio” di Giovanni Picuti, mi ha ricordato (l’avevo studiata a scuola) che nel 1960 a Gubbio veniva firmata una dichiarazione chiamata “La Carta di Gubbio”, in cui si affermava dell’importanza dei centri storici, della loro salvaguardia nel risanamento conservativo, nella necessità di regolamentare, in maniera rigida ed anche impopolare, i criteri di recupero delle abitazioni, delle attività commerciali, degli spazi aperti ecc; il tutto nel rispetto della tradizione e del tessuto sociale presente all’interno di un centro storico. Questa famosa Carta di Gubbio, fu il punto di partenza della normativa nazionale in materia di salvaguardia urbanistica (legge Ponte), dei Piani Regolatori ecc.
Quando nel 1960 Gubbio pensava a questo, noi demolivamo palazzi storici e monumenti, per ricostruire moderni palazzi in Piazza Garibaldi, in Piazza Marconi, l’ex Ufficio del Registro ecc..
E non solo… noi abbiamo continuato a costruire “mostri”, sia in periferia (grattacieli e scatoloni) che a ridosso del centro (Lidl, Monina, Santa Margherita ecc).
E come dice lo stesso Picuti nella “Città del silenzio”, in visita presso alcuni amici gualdesi, insieme ad altro famoso giornalista umbro Lamberto Sposini: “Chi si affaccia dalla terrazza naturale del Serransanta aggettante su Gualdo Tadino, può scorgere oggi l’abitato medievale incapsulato dal cemento e dai prefabbricati dell’imprenditoria locale”.
Oggi anche a Gualdo c’è un Piano Regolatore Generale (Gennaio 2007), c’è anche qualcuno che vuole imporre certe regole… ma forse ormai è “moltissimo” tardi… e la gente rimane legata a “vecchie” abitudini… non solo urbanistiche…
L’agonia del nostro centro storico nasce da “lontano”… dalla scomparsa di antichi “saperi” su i quali si fondava la secolare convivenza e dallo spostamento “periferico” del tessuto residenziale, sociale e commerciale della città.

A Gubbio oltre alle belle facciate, in mezzo ad una “marea” di gente, presente anche per l’ “evento” della Mostra del Tartufo, “sbirciavo” in qua e là, le varie attività aperte anche durante le festività…
Ed in un vero centro storico, ho notato la presenza d’ attività, che ricordano le vecchie arti e mestieri, le botteghe dell’artigianato, le trattorie e quant’altro dal sapore “antico”, della tradizione e della tipicità locale.
Sarebbe opportuno ripartire da “lontano”… reintroducendo nel centro storico attività caratteristiche della nostra città, della nostra tipicità, riscoprire le antiche arti e mestieri (qualcuno lo sta facendo), nel cuore della città…
Dopo la fase della ricostruzione, che sicuramente con il disagio ha contribuito ad agonizzare il centro storico, in un contesto non proprio “ottimale” ma sicuramente migliore di prima, e nell’ambito di un progetto di sviluppo turistico e economico, riportando alcuni servizi essenziali (poste, farmacia ecc) e comunque da potenziare con altri (musei, centri culturali, aggregativi ecc.), bisognerà incentivare la “riscoperta” di vecchi mestieri “artistici” nel centro, come: i vasai, i maestri del lustro (perché no, anche della cottura a muffola), il fabbro del ferro battuto, l’orafo artigianale, il pittore, il restauratore (di mobili o quant’altro), il vetraio, il calzolaio, il sarto (anche di costumi storici) ecc. . Accanto alle botteghe d’arte, sarà necessario affiancare altre attività caratteristiche che esaltano i “sapori” della nostra terra (intesa come Terra Umbra), con il negozio di prodotti tipici (olio, miele, prodotti dell’agricoltura), il fornaio, il macellaio, il droghiere, il salumiere, oppure le piccole trattorie, le taverne o l’enoteche.
Inoltre, c’è da creare l’ ”evento”, che ogni tanto potrà riportare nel centro, sia i cittadini che i “forestieri”, per cui accanto ai Giochi delle Porte, c’è la necessità di organizzare manifestazioni, come può essere la Festa del Ceramista o la Notte Bianca dello Sport, o come potrebbero esserlo una Festa del Volontariato, una festa dell’ Olio, della Castagna o di una “Capatura del maiale”…
Un aspetto estetico migliore, un’ auspicata isola pedonale, una “caratterizzazione” del Centro Storico, esaltata da eventi specifici, saranno dei valori aggiunti, rispetto ai moderni e sempre più congestionati centri commerciali, che comunque va sottolineato: non l’abbiamo inventati a Gualdo…
Da tutto ciò, sicuramente potrà trovare giovamento nel cuore cittadino, l’intero settore commerciale (abbigliamento, bar ecc.), ricettivo (alberghi e camere) e residenziale…

E’ ora di guardare anche intorno… di guardarci in faccia… cambiando un pò la nostra “mentalità”, facendo scelte governative, a volte “impopolari” e “lungimiranti”, e forse il Centro Storico risorgerà…

Se qualcuno la pensa diversamente... od ha qualche buona idea da proporre...
Potremmo parlarne...

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Risposte a questa discussione

Mi piace l'analisi che hai fatto e la condivido pienamente, però il problema è sempre lo stesso: aldilà di quello che i nostri amministratori potrebbero e dovrebbero fare, noi semplici cittadini, cosa vogliamo fare? Solo proporre o anche rimboccarci le maniche concretamente? Per esempio: invece di chiedere ad un kamikaze di aprire un negozio di prodotti tipici, potremmo impegnarci a portare in piazza, ogni domenica pomeriggio per un mese, degli stand con degustazione e vendita di tali prodotti. Per un altro mese pensare a mostre fotografiche, per un altro ancora all'artigiano... Magari è compito di qualcun'altro, magari non ci sono le forze, però è anche vero che le chiacchiere servono poco e che il tempo che utilizziamo per risponderci su questi argomenti e lanciare idee su idee, potremmo utilizzarlo per concretizzare qualcosa.

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Credo che oltre a sensibilizzare chi ci amministra, bisogna “provocare” e “stimolare” anche la nostra mentalità gualdese, che come ripeto mira, un po’ da sempre, a guardare soprattutto l’interesse individuale (coltivare il proprio orticello), senza guardare ed imparare oltre...
C’è bisogno di portare avanti dei progetti “comuni”, in maniera unitaria. Certo se apre solo un negozio di prodotti tipici e restanti “artisti” rimangono fermi sulle loro posizione, il centro storico rimarrà com’è e probabilmente chiuderà anche quella nuova attività.
Gli amministratori, insieme all’associazione dei commercianti, dell’artigianato o dell’agricoltura, sicuramente possono proporre un piano di rilancio dell’attività nel cuore cittadino, puntando sulla “caratterizzazione” e la tipicità. Come partenza sarebbe opportuno fare un “censimento” dei vari locali liberi (ristrutturati e da sistemare), fare una ricognizione delle varie attività presenti sparse nel territorio e non solo (si possono invitare commercianti extra comunali), e poi programmare e magari incentivare.
Il mio auspicio non è quello di presentare ogni mese dei prodotti tipici in piazza, ma di creare un vero mercato “permanente” tra le varie vie, e magari nel tempo anche tra i vari vicoli (Via Nucci, Via del Reggiaio solo per fare due nomi). Poi intorno a tutto, creare l’evento… che può essere una Motognoccata o una festa dell’aria di Valsorda…
Sicuramente c’è da rimboccarsi le maniche e coordinare il tutto (l’idea della Consulta non è male, se poi funzionasse…); ma c’è anche bisogno di dare risposte con altrettanto partacipazione, verso chi cerca di organizzare o proporre qualcosa di diverso, con un intento comune: il bene della nostra città, e non solo…
Ricordo quest’estate quando per la Festa della Montagna (agosto), noi del CAI, oltre ad organizzare la consueta escursione, il pranzo insieme, la Corale nei prati ecc., s'era pensato di creare un piccolo stand di prodotti tipici…
Dopo aver avuto l’adesione di vari interessati (almeno 7-8), dopo aver fatto i salti mortali per spostare una tendo- struttura (montata la settimana prima su altro piazzale, per il somaro day, tra altro non utilizzata per maltempo), dopo che avevamo cercato di organizzare al meglio, per ospitare le diverse attività, risultato: solo in 3 hanno aderito (anzi le cito, se lo meritano, voglio fare un po’ di pubblicità: Azienda Agricola Spigarelli o Parente e consorte, la Cooperativa Apicoltori “Gubbio-Gualdo Tadino” una delle poche attività comprensoriali non divise da campanilismo, la Pro Loco di Morano con la Mostra della Civiltà Contadina); gli altri hanno dato “buca” (mancava anche uno dei più grandi e nuovi produttori del territorio, che tra l'altro sta muovendosi pure bene puntando sulla qualità). Solo perché (penso) la mattina era un po’ nuvolo, invece poi è uscita fuori una splendida giornata di sole… e con discreta gente…
Per concludere: si, possiamo fare tante cose... ma forse per partire servirebbe più un psicologo per la nostra "mentalità" imprenditoriale gualdese, e per i commercianti più cronici, aspiranti al suicidio, uno psichiatra...
Un pò forte come conclusione a questo commento, ma vuole essere solo una provocazione costruttiva...

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Lo sapevo...avrei dovuto fare psicologia o medicina...
Detto ciò, anche se mi piace tanto, ma davvero tanto, chiacchierare, vorrei capire se c'è qualcosa che concretamente posso fare per lasciare ai miei figli un posto un po' meglio di quello che ho trovato.
Vogliamo partire dalla Consulta?, va bene ci sto, vogliamo fare qualcos'altro?, ci sto lo stesso, vogliamo approfittare del centesimo iscritto per vedersi, mangiare (che attira sempre) e nel contempo valutare che possibilità abbiamo noi, comuni cittadini, per fare la nostra parte e per dimostrare che Gualdo non l'amiamo solo a parole?

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Già che se ne parla è molto importante... Mi sembra che piano piano, questa rete sociale, sta crescendo "moltissimissimo"... e qualcuno legge pure...
C'è bisogno di partire dalla "Consapevolezza" di ciò che siamo... di ciò che potremmo o vorremmo essere... e poi fare... per verifare se davvero ne siamo capaci: PROGRAMMARE unendo le forze e le idee.
Una critica qualunquista (sia chiaro: mai, le tue), senza un'idea alternativa per risolvere un qualunque problema, non porta mai a nulla... e domani sarà uguale per il prossimo problema o il prossimo governatore...
Certo, bisogna anche vederci e formare ipoteci gruppi di lavoro (tempo libero permettendo) e l'idea: 100 iscritti? Tutti a magnà! Va benessimo almeno chiacchieramo ancora di più...
Oh eccoce a 100, avvisa il padrone de casa... un post in merito per avvisare gli utenti...

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Intervengo a questa discussione, sia come utilizzatore del centro, dove passo per lavoro 10-12 ore al giorno, che come figlio di commercianti.

Innanzi tutto, credo che i pochi EROI rimasti in centro con le loro botteghe non abbiano nessuna aspirazione suicida, ma nel caso ciò dovesse accadere, i primi ad averceli sulla coscienza sarebbero proprio gli amministratori.

Personalmente, da professionista ho sempre pensato e sostenuto che lo studio in centro da prestigio, anche se tale posizione presenta evidenti disagi logistici, ma fortunatamente, a differenza dei commercianti, per lo più, sono io ad andare dal cliente e non il contrario.

Torniamo ai commercianti e vediamo cosa stanno sopportando e cosa dovranno ancora sopportare.

In questi giorni si stanno svolgendo i lavori di pavimentazione per circa “75 metri” di Corso Italia (lavori iniziati lunedì 8 ottobre).

Gli stessi consistono nella rimozione della precedente pavimentazione “sampietrini”, la posa della nuova, e fatta eccezione per alcuni corrugati, non sono state nemmeno eseguite le sotto strutture (fognature, servizi, ecc.), perché già realizzate ex novo, circa 10 anni fa.

Ad oggi, ad un mese di lavoro non è stato terminato neanche la metà del tratto e tutta la zona interessata dai lavori, è letteralmente abbandonata ogni fine settimana (venerdì alla mezza).

Sinceramente credo che un lavoro di questo tipo, doveva essere affrontato con meno superficialità e con maggiore e costate controllo, chiarendo fin da subito in fase di contratto, quali dovevano essere i tempi ed i modi di eseguire ogni singolo stralcio.

Poi di fronte all’evidenza, è chiaro che i commerciati, sia singolarmente che per mezzo della loro associazione, manifestano quotidianamente ed in maniera eclatante, il proprio disappunto, d’altro canto, anche chi non è addetto ai lavori, si rende conto dell’attuale caos organizzativo.

Comunque cari operatori del centro storico, non vi resta che una bella visita specialistica, non si sa mai che siate solo voi a vedere le cose così come sono.

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Chiariamo subito il concetto... Non vorrei "litigare" con un "grandissimo" amico (oh capì male: grandissimo in senso di amicizia, non è ironizzare a qualcos'altro).

Credo che ti sei un pò "piccato" sulla conclusione del post sopra:
"Per concludere: si, possiamo fare tante cose... ma forse per partire servirebbe più un psicologo per la nostra "mentalità" imprenditoriale gualdese, e per i commercianti più cronici, aspiranti al suicidio, uno psichiatra...
Un pò forte come conclusione a questo commento, ma vuole essere solo una provocazione costruttiva..."

Allora:

1) Il discorso del suicidio è ironicamente collegato al post di Pier Luigi Gioia, e nel contesto che in città manca una condivisione di progetti comuni, a livello imprenditoriale (assenza di invitati ad un'iniziativa diversa, proposta alla festa della Montagna), in un discorso generalizzato, che può riguardare il settore produttivo, il commercio od altro.

2) Nel centro storico ci sono dei veri Eroi che vanno premiati, tutelati e valorizzati, tre esempi qualunquisti: La pizza di Pacchini (o Pachini) va tutelata, è un bene di tutti... spero che non sparisca mai; Un Bulgari che nel suo piccolo "buco" ogni giorno se nè inventata una, va premiato; Una Mariapalma che alla fine di settembre, attacca un bel cartello in cui c'è scritto: Qui si vendono le calzamaglie dei Giochi delle Porte, va apprezzata e valorizzata... Sono tutti piccoli particolari che la gente osserva ed in qualche modo ripaga...

3) Però, se andiamo a vedere altri aspetti, come pensare da sempre:
-che in piazza bisogna avere il parcheggio, senza pensare che l'assenza delle auto potrebbe far rivivere questo spazio con persone e non mezzi...
-che una farmacia, può risolvere i problemi, che comunque erano presenti anche prima...
-che ogni occassione, come quella dei lavori (a dir vero un pò lunghi, ma guardati un pò in giro anche con i privati...), è fatta per puntare il dito contro chi dovrebbe dare un certo "assistenzialismo", e non pensare che in fondo il disagio c'è per fare qualcosa per la città e di conseguenza anche per i commercianti...
Allora se vogliamo possiamo chiamarla ironicamente anche "cronicità"...

Il punto è che non vedo proposte oggettive, iniziative comuni e condivise, ed a mio avviso l'impulso deve partire soprattutto dal privato e dalle varie associazioni rappresentanti, e comunque sostenute come obbiettivo "primario" da chi amministra...

Non vorrei allungarla tanto... Comunque se ho osato fare certe affermazioni "provocatarie" per la "costruzione", che ritieni possano averti "offeso" internamente: ti chiedo scusa.

Questo forum, che parte da "lontano", vuole essere solo un momento di riflessione su un grande problema, capire le cause, e proporre qualcosa su cui si potrebbe studiare, e se condiviso anche realizzare.

La mia opinione è solo la "mia", e sicuramente non è la più giusta, però mi da fastidio questo "piagnisteo" ad ogni occasione (lavori per la città) verso il governatore di turno (ormai è da anni che c'è), come se il Comune fosse l'unico responsabile, e non proporre qualcosa di buono, prendendo spunto anche da altre realtà vicine...

Ciao Daniè.

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Perché chiedere scusa ?

Ci vuole ben altro per rovinare un’amicizia, specialmente di lunga data come la nostra, poi mi conosci, non mi offendo molto facilmente, ma preferisco rispondere e spiegarmi, in ogni situazione.

Comunque la mia risposta non era indirizzata a te, ho capito il riferimento all’altro post e probabilmente mi hai solo dato il pretesto per esternare quanto sento dentro.

Tutto quello che dici nel secondo punto, corrisponde a verità, ma a tutto c’è un limite.

Riguardo all’annoso problema dei parcheggi, o della piazza chiusa al traffico, gli amministratori devono prendere una decisione, ma che sia quella definitiva, anche senza sentire il parere dei commerciati, tanto non lo hanno mai fatto; Ma tale posizione, più o meno popolare, deve essere poi mantenuta nel tempo.

Pare che una delle maggiori occupazioni degli operai comunali e non per loro divertimento, sia quella di trasportare, posare, togliere, spostare , e rigirare “quei pighi” dalla piazza.

Devono D E C I D E R E, sono stati eletti per questo, chiudessero sta piazza da poco splendidamente rifatta o la destinino a parcheggio pirata, o magari interpellino civilmente le parti interessate ed i cittadini, cercando di costruire un progetto unitario.

Non si può andare avanti così, bisogna prendere una direzione, poi a quel punto il commerciate, il residente o i cittadini, faranno le loro considerazioni e la proprie scelte.

Massi ce ne fossero di persone come te.

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Un lento declino annunciato; in una Città che ha "impegnato" decenni a costruire il suo volto di piccola realtà industriale, mossa da una molla economica unidirezionale, per lungo tempo economicamente efficace, ma che via via ha esaurito la sua forza. Nessuna seria alternativa creata. Oggi è difficile cambiare rotta, ancora più del 6% della Popolazione gualdese è impegnata nella Ceramica; subiamo il danno di una mancata programmazione a medio e lungo termine che ha coinvolto anche la possibilità che Gualdo entrasse nei circuiti turistici e in quelle forme di indotto di cui il Commercio fa sicuramente parte. La storia dei Supermercati, del cambiamento delle abitudini sociali, la disponibilità di parcheggi, tutti argomenti validi, ma da soli non sufficienti a giustificare lo stato nel quale si trova Centro Storico. E non parlo della maniera vergognosa di come è stata ripavimentata la Piazza o dei tempi oggettivamente troppo lunghi con cui procedono i lavori in atto, ce ne sarebbe da dire, parlo dell'incapacità dimostrata di non aver avvertito in tempo la vera anima della Città, che non voleva assolutamente frantumarsi e spegnersi nei tanti capannoni che vediamo sparsi alla rinfusa nel Territorio, strutture delle quali molte oggi vuote.
Dobbiamo rinnegare un'attività che per decenni ha dato il pane a tanti Gualdesi? No, denunciamo però ad oggi la mancanza di alternative serie, che non possono di certo essere le Cave od il commercio dell'Acqua. Dovremmo parlare anche del vuoto culturale che il benessere ha creato, vuoto culturale di cui oggi forse vediamo i frutti amari, se vorrete lo faremo più avanti. Che fare? E' troppo tardi? . Nessuna Generazione vede nascere o morire una Città, le Città hanno tempi decisamente più lunghi, ma è proprio questo che deve indurre ognuno di noi ad un senso di responsabilità per il futuro, per costruire o ricostruire un sentimento comune che porti ad un Luogo vivo, vivibile, vissuto, che non sia un semplice dormitorio. proposte per la rivitalizzazione de Centro Storico ve ne possono essere, molte cose, a partire da una seria politica degli alloggi (è dimostrato che anche in Città a forte vocazione turistica, il 70% del commercio è legato agli Abitanti del luogo), alla possibilità concreta di parcheggiare o di raggiungere facilmente il Centro, ad una sinergia vera tra tutte le Forze, ecc., ecc..E' un argomento veramente complesso che coinvolge capitoli dell'Economia, della Sociologia, della Antropologia, è comunque doveroso affrontarlo sperando che dal confronto delle idee possano nascere soluzioni che messe insieme ci facciano fare un passo in avanti. Ciao a Tutti.

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Ieri sera, a cena con degli amici, si parlava del più del meno, dei problemi della città e così via...
Tra un buon boccone e l'altro, si è parlato anche del centro storico, ed in particolare dei locali dell'ex Farmacia Calai, con opinioni più o meno contrastanti, su certe scelte amministrative fatte, ma poi è uscita fuori un'ipotesi condivisa:
Destinare i locali dell'ex farmacia per una trattoria, locanda, un ristorantino di degustazione di prodotti tipici, umbri e gualdesi...
A gestione privata, ma in fondo ad utilità pubblica...turistica.
In effetti, la nostra città, rispetto ad altre realtà umbre (e non solo), manca di un punto di ristorazione sulla Piazza, nel "salotto" del centro storico, e magari nella stagione estiva, con tavoli esterni potrebbe contribuire a rivitalizzare la "mondanità" perduta della vita sociale... in questo luogo.
E' un'idea che forse non è realizzabile... in una struttura pubblica (sembra che ci siano anche vecchi vincoli); però penso che se qualcuno ci volesse "pensare" meglio... o meglio qualche privato avesse qualche intenzione seria e di qualità... non è da scartare...

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Ma il centro storico risorgerà?
Beh in questi giorni, prima di Natale, la Piazza ed il Corso hanno un bello aspetto...
Il merito? Beh sicuramente sono in molti ad averlo...
Senza togliere nulla a nessuno... amministratori, commercianti, associazionismo...
Ancora manca qualcuno... i cittadini che la vivono la Piazza... e con un pizzico di "cattiveria", di chi cerca il pelo nell'uovo: quella ruspetta è ora che se ne vada...
Comunque... complimenti... il lavoro "concertato" porta a qualcosa di buono... lo scontro fa male a tutti...
Buon Natale... Centro Storico...

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Finalmente i lavori di Corso Italia sono stati mal...terminati.
Per dovere di cronaca allego due foto per far vedere come è stato addobbato il centro storico e l’imponente abete della redenzione, suntuosamente illuminato.
Umorismo a parte sono d’accordo con Angelo e Massimiliano, diamoci da fare noi e contribuiamo personalmente a far rivivere il centro, iniziando a venire in centro, finalmente senza auto e con il parcheggio di Piazza Mazzini gratuito, almeno fino al 15 gennaio, altrimenti deserto.
Per esempio, non me ne voglia nessuno, ma l’appuntamento del sabato pomeriggio potrebbe essere spostato sulla piazza, che con la presenza di gente potrebbe anche apparire meno fredda e ventosa.
Chiedo scusa per l’insistenza con cui propongo questo argomento, ma personalmente provo enorme nostalgia della piazza che era, ho vissuto, sono cresciuto e ci lavoro dunque vorrei rivederla viva e partecipata come una volta.

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il problema dello svuotamento de centtri storici non riguarda solo la nostra picoola GUALDO! anticamente le popolazioni si arroccavano sulle colline magari per motivi di sicurezza o altro e le esigenze non erano certo queste. I mezzi di locomozione e di sussistenza non erano tali,quindi la vita scorreva in maniera piu' semplice!Adesso le ns macchine che si muovono male nelle strette strade antiche!
la gente scende dai centri per cercare aree piu' comode piu' "servite"! quindi nascono centri commerciali,aree di parcheggio,sevizi, impianti sportivi, aree verdi per i bambini e anziani ecc ecc!
le esigenze sono totalmente cambiate e quindi non vedo un buon futuro a breve per le nostre cittadine antiche!
Stanno diventando sempre piu' centri storici "dormitorio"....che butto termine pero' credo che sia cosi'

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