Il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 dell’Umbria, il 20 Novembre 2007 è stato approvato dalla Commissione Europea, accogliendo per gran parte quanto richiesto dalla nostra Regione, anche con tagli importanti su alcune misure come sui prepensionamenti e l’indennità dei siti “Natura 2000”, od alcune riduzioni per l’agricoltura biologica.
Resta il fatto che per l’Umbria, tra pubblico (334 milioni) e privato (760 milioni), saranno a disposizione risorse per oltre 1.000 milioni di euro, per sviluppare, promuovere, tutelare ed innovare il settore dell’agricoltura e delle filiere legate al settore rurale.
I primi bandi per la presentazione delle domande di progetti da finanziare, sono previsti per la prossima primavera, ed ora il compito passa all’amministrazione pubblica, ma soprattutto all’iniziativa privata, per sfruttare questa opportunità di rilancio del settore agricolo, anche nella nostra città…
Spesso in Umbria i finanziamenti messi a disposizione dalla Ue non vengono sfruttati… perdendo occasioni irripetibili… tenendo conto che l’allargamento della Comunità Europea, porterà sempre meno contributi per l’Italia, a vantaggio di aree più “depresse” come quelle dell’Est (Romania, Bulgaria ecc.).
Il settore agricolo e rurale della nostra città, pur non essendo quello trainante, a fronte di una tradizione “montanara”, può rivelarsi una fonte alternativa a quello della ceramica o quant’altro, ed inserirsi in contesto di sviluppo regionale, sempre più attento e valorizzato dalla sua “tipicità”, e ben sfruttato per “filiere”, in altre realtà vicine.
Le occasioni potrebbero esser diverse:
Magari potremmo realizzare il progetto lanciato dal nostro Sindaco, sui 100 mila olivi della qualità “Cultivar Rigalese”, da piantare lungo la dorsale appenninica locale .
Potremmo finanziare una ricerca sulla qualità di vitigni più adatti per nostro habitat, in un’ottica di riqualificazione del prodotto (per il vino si parla di un estensione del marchio IGT, Indicazione Geografica Tipica), andando a sostituire quelle vigne locali, presenti con diverse varietà, che non rispettano nessun canone produttivo, se non quello della “quantità” necessaria per il fabbisogno familiare.
Potremmo riscoprire l’antica coltivazione dello zafferano, come hanno già fatto a Cascia e Città della Pieve, od altri prodotti di qualità, magari certificati.
Potremmo sostenere l’apicoltura (per esempio a Valsorda come sperimentato con ottimi risultati da alcuni apicoltori locali, nella stagione della fioritura), la silvicoltura, la tartuficoltura o la zootecnia bovina (Chianina autoctona, marchio IGP per la carne del Vitellone Bianco dell’Appeninino Centrale), ovina (valorizzazione del “pecorino” locale, nelle specialità infossate, in “botte” o canestrate) o quella suina con la tradizionale arte della “capatura del maiale” o di un ipotetica “barbozza” doc di Gualdo Tadino.
Potremmo migliorare i servizi e le infrastrutture connesse allo sviluppo ed al rispetto delle aree rurali (esempio interventi di fitodepurazione per le acque reflue).
Potremmo realizzare progetti di sviluppo comuni, con la formazione di consorzi specifici, permettendo la realizzazione di strutture d’uso comunitario, come molini per l’olio, cantine sociali, macine per farine di prodotti esclusivamente biologici o laboratori artigianali e trasformazione di prodotti agricoli; acquistare in comproprietà mezzi agricoli costosi, ma innovativi, o ancora promuovere la ricerca sul nostro territorio specifico, formando ed inserendo in questo mondo anche “giovani menti elastiche”, insieme a buoni “mani”, sempre più specializzate.
Ma oltre a misure innovative come possono essere quelle agro-energetiche, può essere un ulteriore occasione per tutelare e valorizzare il paesaggio rurale, interessando anche il settore agrituristico, legato alla nostra terra, alla nostra tipicità, fatto soprattutto di una tradizione basata sulla “semplicità” del mondo contadino.
Gli assi e le misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, sono diversi… tutti sicuramente non saranno finanziati… Comunque allego copia del Programma Regionale, che potrebbe subire anche qualche modifica… ma può restare utile a chi potrebbe esser interessato… magari per studiarselo in anticipo, in attesa di più precisi bandi e notizie…
Mi piacerebbe aver confronto anche con altri amici… magari su possibili idee, per questo settore, a mio avviso rimasto un po’ indietro…
E come spesso termino i miei forum, in maniera “anti/simpatica” e provocatoria… voluta come una critica stimolante, dico: “Gualdo non può restare a dormire…”