Mi trovo di nuovo a scrivere qui per sfogarmi dell'ennesima proposta di legge che giudico discriminatoria, sminuente ed in parte anche un po' razzista.
Prima di scrivere ci tengo a precisare che non sono contrario a un certo partito (la Lega nel tal caso) per punto preso, ma che sono contrario ad alcune proposte che detto partito ha fatto in certe situazioni e di miei post precedenti lo testimoniano.
Per dirla in breve giudico la proposta non il partito...senza neanche partire da un'idea politica di base.
Ho letto questa
notizia e sono a dir poco sgomento...
Premesso che lavoro al nord, che ho studiato 7 anni per poterlo fare e che, senza nessuna intenzione autocelebrativa, sono stato anche apprezzato in questi due anni di lavoro, premettendo anche che non mi trovo male nell'ambiente e nella città in cui mi trovo e che non ho mai avvertito comportamenti
pseudorazzisti nei miei confronti, ciononostante non posso fare a meno di sentirmi sminuito ed anche un po' demoralizzato.
Passi la storia regionale, passi tutto quello che volete, ma il fatto che io o chi per me debba fare un esame di dialetto per poter lavorare mi fa vergognare di essere italiano, anche perchè la scuola è un organo nazionale, dove si insegnano materie che non hanno nulla a che vedere con il dialetto,
di qualunque regione, provincia od estrazione sia.
Può sembrare una sciocchezza questa del dialetto, ma vi assicuro che non è tale, è qualcosa in cui ci si scontra giornalmente, fa male, vi assicuro, sentirsi chiedere: "ma te non sei italiano?" da un carrozziere che mi parlava in bassanese stretto e a cui avevo chiesto di parlare italiano perchè non capivo
nulla.
Fa ancor più male che in un ambiente di lavoro i colleghi parlino in dialetto anche nelle riunioni importanti, sebbene fuori della porta ci sia scritto Scuola Media STATALE, e che, per farti un piacere passino all'italiano, facendoti sentire un estraneo!
E lo sapete qual'è la cosa più "bizzarra"? che i ragazzini, a scuola, parlano tutti italiano...non ce n'è uno che ho incontrato finora che parla in dialetto o nella sua lingua madre, se straniero.
La cosa che mi amareggia ancor di più è che tutto questo è fatto per chiudere le porte a chi viene a lavorare dal sud al nord, la vera ragione è questa, ma,vi posso assicurare in prima persona che, per mia esperienza personale, a parte retaggi personali e culturali, tipici di qualunque cultura,gli insegnanti
del sud che ho conosciuto sono stati in generale apprezzati e che non ho notato, in linea generale, preparazioni minori, impegno minore o una tendenza maggiore
a fare i furbi o i fannulloni rispetto ai colleghi del nord.
Prendete questo come uno sfogo di un emigrante (credevo questa parola riguardasse maggiormente chi si sposta da un o stato ad un altro...però mi devo considerare tale da oggi in poi?) e di uno che si preoccupa per il proprio lavoro...