Le cosiddette precisazioni, uscite in data odierna sulla stampa, in merito all’ultimo Consiglio comunale della lista civica Tutti uniti per Gualdo, appaiono come l’estremo tentativo di dimostrare l’indimostrabile, per cercare di nascondere l’ormai palese dissenso su temi centrali della vita politico-amministrativa rispetto alla attuale maggioranza che, solo a parole, ormai dicono di sostenere. Peraltro sarebbe opportuno che prima di scrivere ci si informasse bene sulla veridicità delle cose che si sostengono, piuttosto che fare i dilettanti allo sbaraglio o, peggio ancora, gli ambientalisti a senso unico.
Nel merito delle questioni il PD ribadisce in maniera chiara la propria posizione sui temi oggetto delle discussioni:
Per ciò che attiene Rocchetta e i pozzi di Corcia e Rigali nessun intervento fino al pronunciamento del Consiglio di Stato, a cui spetta dal punto di vista legale l’ultima parola e non al TAR, come in maniera stravagante sostenuto da Simona Vitali e soci. Inoltre rilanciamo la nostra idea di riflettere seriamente se non sia giusto, su un tema così importante, far esprimere tutti i cittadini gualdesi
Su tema cave non accettiamo lezioni da nessuno, poiché se è pur vero che nell’Agosto 2006 gli allora DS votarono le linee di indirizzo, mentre vorremmo ricordare che Morroni, Fofi e Pompei votarono contro, da allora l’atto ha avuto un iter che noi abbiamo sempre denunciato e più volte bloccato da dentro la maggioranza visto che il Consiglio Comunale è stato espropriato delle proprie prerogative e l’amministrazione Scassellati ha pensato bene di andare avanti a colpi di delibere di Giunta in maniera sbagliata e poco chiara, come del resto denunciato pubblicamente più di una volta dal Partito Democratico fin dalla sua fondazione. Appare dunque fuori luogo il tentativo maldestro di addossare tutte le responsabilità all’amministrazione precedente poiché in questo caso, e il voto in consiglio ne è la più palese dimostrazione, l’equazione MORRONI = SCASSELLATI è facilmente dimostrabile attraverso lo stesso identico comportamento tenuto nell’assise cittadina. Il tentativo poi dell’Ass. Gramaccia di voler far credere che, togliendo quasi tre milioni di metri cubi di materiale, le cave in questione alla fine del prelievo e dopo una decina di anni diventeranno verdi e rigogliose come la Contea degli Hobbit (dal film Il Signore degli Anelli) ci sembra in effetti soltanto un film o meglio un filmato colmo di pie illusioni, come le diapositive illustrate in consiglio comunale, che lasciano il tempo che trovano. Altro che vigilare su eventuali “sviste”, nei fatti si riapre una cava con l’asportazione di quasi tre milioni di metri cubi di materiale senza che sulla proprietà comunale ci sia stata la chiarezza necessaria negli atti portati avanti. Per questo ribadiamo che porteremo l’atto alla Corte dei Conti per una accurata verifica, questa è chiarezza politica, non le sceneggiate di chi pur di rimanere sul carro del potere è disposto a turarsi il naso in barba alle facili promesse fatte ai cittadini.
Agli esponenti della lista civica Tutti Uniti per Gualdo vorremmo tra l’altro fare presente che, fino a prova contraria, non esistono falde acquifere di Serie A e di Serie B, così come a Gualdo Tadino non esistono frazioni di Serie A e di Serie B; queste sono teorie stravaganti, così come è altrettanto stravagante la tesi secondo la quale si sostiene e si ripone fiducia in una maggioranza votandogli contro o astenendosi sugli unici due temi centrali della vita politico-amministrativa che sono venuti sino ad ora in Consiglio comunale. Sostenere questo, da parte della lista civica Tutti Uniti per Gualdo, rappresenta senz’altro un peccato di gioventù dovuto alla poca conoscenza della politica. Chi invece la politica la conosce benissimo è il capogruppo di “Sandra Monacelli Sindaco” Fausto Cambiotti, ex assessore DS con la giunta Scassellati, ex esponente di Sinistra Democratica (e quindi ex Arcobaleno), attualmente unico amministratore pubblico dell’Italia dei Valori che, tra tutti gli ottomila comuni italiani, appoggia una maggioranza di centrodestra: dopo aver votato contro la sua maggioranza nella precedente seduta consiliare, nell’ultimo consiglio, sullo stesso tema e sullo stesso testo, ha votato a favore. Evidentemente l’esperienza serve a qualcosa.
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