A ridosso delle elezioni primarie del Segretario Nazionale del prossimo 25 Ottobre, per il doveroso rispetto della realtà dei fatti nei confronti degli iscritti e dei simpatizzanti, occorre rispondere alle fantasiose e pretestuose interpretazioni che, del risultato del congresso del PD di Gualdo Tadino, hanno voluto dare i cosiddetti Progressisti.
In un recente intervento costellato di livide espressioni nei confronti del segretario Berrettini e del capogruppo consiliare Presciutti, (forse proprio perchè i due esponenti del PD locale hanno accresciuto il consenso degli iscritti) costoro (i progressisti) hanno sciorinato una serie di interpretazioni perlomeno singolari riguardo alla lettura di cifre altrimenti chiarissime.
Infatti alla luce del responso delle urne il candidato Franceschini ha ottenuto 110 voti, Bersani 127.
Delle due liste che sostenevano Bersani una, quella riferibile ai progressisti, ha avuto il sostegno di 85 voti, l'altra pienamente in linea con il PD gualdese ed i suoi organi, ha ottenuto 42 voti. Se la matematica non è un'opinione i progressisti hanno appena ottenuto circa un terzo dei consensi mentre la stragrande maggioranza ( 152 tesserati ) ha dato il proprio sostegno al segretario, al capogruppo ed al coordinamento del PD gualdese, mentre al partito (!?) degli ex assessori ed al capolista (condannati e sanzionati dagli organi provinciali e regionali e neanche ammessi al congresso....) non sono rimaste che poche briciole.
Pochi consensi su cui riflettere, magari riguardo al rapporto di “persuasione” che può avere chi esercita il potere ed amministra la città e chi invece questa “chiave di volta” ormai, per propri palesi ed assodati demeriti, non ce l'ha più.
I numeri dunque non danno scampo ai trasmigratori progressisti, men che meno dopo la nitida presa di posizione pubblica dei rappresentanti della lista Bersani-Bottini in linea con il PD di Gualdo.
Ne sono consapevoli gli stessi transfughi progressisti che per celare l'amara realtà delle cifre sono ricorsi al puerile espediente di fare i conti sui delegati (che per altro come farfalle “effimere” hanno avuto la durata di un giorno, il tempo di esprimere un solo voto al congresso provinciale...), senza spiegare come i delegati vengano assegnati con privilegio alle liste a parte e minoritarie! In teoria il rapporto avrebbe dovuto rispecchiare grosso modo 2/terzi dei delegati per i vincenti ed 1/terzo per i perdenti esuli progressisti.
E' ormai palese che con soli 85 voti su 249 totali il progetto (meglio la bozza di progetto...) degli abbondantemente ex-assessori è giunto al capolinea.
Così come vengono rispedite al mittente e cadono nel vuoto le accuse (senza un briciolo di ragionevolezza e colme di rancore) rivolte al segretario ed al capogruppo che al contrario rappresentano degnamente il PD gualdese, come del resto gli iscritti, nel segreto dell'urna, hanno indicato in modo inequivocabile.
Alla luce dei fatti non c'è da sperare in un ravvedimento a breve (magari una “folgorazione” sulla via di Damasco) da parte degli ex assessori considerato che essi stessi sostengono di essere altro dal PD, come gruppo consiliare e politico.
A coloro che finora li hanno sostenuti, iscritti e simpatizzanti, che vorranno riprendere la strada dell'impegno serio e regolare all’interno del partito, troveranno le porte aperte poiché, a differenza di chi lavora per la divisione, il PD gualdese ha lavorato e continuerà a sostenere il recupero dell'unità e della forza morale e disinteressata della politica, condizione essenziale per restituire al PD gualdese il ruolo centrale e da protagonista che gli compete nelle vicende della nostra città.
16/10/09
Coordinamento Comunale PD Gualdo Tadino
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