Gualdo Social Network

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Si è creato proprio un bel clima in questa Italia in cui i fanatici e i buzzurri hanno avuto il sopravvento sui cittadini impegnati a produrre e a superare la crisi. Gli ultimi segnali non sono tranquillizzanti e dimostrano che a forza di gridare dàgli al dittatore c’è chi si sta attrezzando per passare dalla teoria alla pratica. Tale Matteo Mezzadri, coordinatore di circolo del Partito Democratico (guidato dal segretario transeunte Dario Franceschini) e membro della segreteria provinciale dei Giovani Democratici di Modena, ha scritto su Facebook un messaggio paradigmatico della situazione. Diciamo pure uno sfogo da considerarsi una specie di denominatore comune dei compagni. Udite:<<Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi!!>>.
Qualcuno ha provveduto a cancellare dal sito la poco innocente esortazione, e ce ne rallegriamo, tuttavia non sottovaluteremmo la fra setta memori di quanto accaduto in un passato che purtroppo abbiamo vissuto. Ci riferiamo ai primi anni Settanta quando si cominciò quasi per scherzo a invocare l’uso delle armi allo scopo di ottenere risultati meno banali di quelli strappati in Parlamento dal Pci.
Poi - all’epoca il computer non era diffuso – sui muri comparvero scritte minacciose e circolarono i primi volantini. Insomma, avvisaglie che qualcosa stava per accadere. Alle quali però non si dette il giusto peso. Ragazzate, si diceva. Intanto nacquero i gruppuscoli extraparlamentari; e le manifestazioni da sporadiche divennero frequenti e di crescente violenza. Qualche sparo, vetrine rotte; saltarono fuori le spranghe e certe teste furono spaccate. Ma i comunisti, numerosi dei quali sono ancora in pista con la maglietta del PD, minimizzavano: tutta roba piccola, dicevano sorridendo, siamo di fronte a compagni che sbagliano.
Compagni erano, in effetti. E per sbagliare sbagliavano sicché, di errore in errore, organizzarono le Brigate Rosse e Prima Linea; e le vittime si contarono a centinaia fra morti ammazzati, gambizzati e in altro modo feriti. Praticamente una guerra in cui ci lasciò le penne anche Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana, partito di maggioranza relativa. Questo per dire che sappiamo dove conducono le ragazzate se non si stroncano subito.
Obietterete: paragonare il terrorismo politico con la fra setta immessa in rete da un pisquano seguace di Franceschini è offensivo per i pensionati del Partito armato che di omicidi si intendeva davvero, mentre i fessacchiotti che aspirano a emularne le gesta non vanno al di là del delirio onirico. Ok. Fingiamo sia corretta la citata analisi. Ma bisogna vedere se oltre alla bravata di Matteo Mezzadri non vi siano altri indizi di una metamorfosi che potrebbe spingere il dibattito politico a preferire le pistolettate alle pistolaggini.
La sensazione è che siamo a buon punto, benché Mezzadri si sia scusato con amici, avversari e perfino Berlusconi, e si sia dimesso dalle cariche del PD. Infatti, ieri abbiamo appreso che Toni Negri – anziano cattivo maestro di una generazione ciucca di ideologie tossiche – è tornato agli onori del mondo aiutato dal compagno D’Alema, sulla rivista del quale (ItalianiEuropei) ha vergato un tonante articolo in cui afferma: quando ce vo’ ce vo’. Ce vo’ che cosa? Una mano di bianco a chi se la merita. Toni esemplificando rammenta con orgoglio i gioiosi moti che trombarono Tambroni al prezzo di qualche morticino necessario per chiudere, nel 1960, le porte in faccia a questi bastardi fascisti (inesistenti). La parentesi è solo nostra.
Negri è ancora Negri. Con i piedi è tornato in Italia ma con la testa è rimasto in Autonomia; nonostante ciò viene ospitato sulle pagine dalemiane da cui inneggia – travolto dalla nostalgia, forse – allo scontro politico. E sappiamo il significato che lui attribuisce a scontro politico: come minimo fare a cazzotti.
Ancora ieri, e sarà un caso. A pagina 11 dell’ Unità, diretta dalla graziosa Concita De Gregorio (ex di la Repubblica) spiccava un lungo pezzo firmato Luigi De Magistris che non riassumiamo per buona educazione, di cui però sono imperdibilile ultime quattro righe: <<Costruiamo subito questa alternativa di Governo nei luoghi istituzionali e nelle strade. Agiamo prima che sia troppo tardi>>.
Capito l’antifona? Nei luoghi istituzionali e nelle strade. Insomma un richiamo al principio che se non serve il Parlamento si va in piazza. Se poi c’è da menare si mena e così sia.
Non per insistere con gli indizi, ma il mercoledì nero offre un altro spunto di riflessione. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, rispondendo a un’interrogazione di Emanuele Fiano ha detto: << La segreteria del dipartimento delle informazioni per la sicurezza rende noto che il Presidente del Consiglio è stato informato della possibilità che, in ragione della sua esposizione mediatica, possa essere oggetto di contestazione in occasione di eventi pubblici, non escludendosi al riguardo anche gesti violenti di mitomani isolati…>>. Scusate la prosa, ma è ministeriale e non nostra.
Il senso comunque è trasparente. Occhio Berlusconi perché, dopo le campagne di stampa ispirate a scarsa simpatia nei suoi confronti, c’è il rischio che qualcuno cerchi di spararle in faccia, spianando la strada al governo tecnico che l’opposizione e dintorni, finché lei sta lì a scassare le uova, non ce la farà mai a donare all’Italia oppressa.
Sappia infine, signor Premier, che se il progetto di eliminarla, per ora vagheggiato, venisse realizzato non
sarebbe opera di un mitomane isolato, ma di un mitomane con parecchi tifosi mica tanto criptici.
I compagni che sbagliavano ci mettono niente a sbagliare ancora,e sono ben avviati.

Vittorio Feltri
da Il Giornale del 15/10/09

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Risposte a questa discussione

Potrei essere d'accordo sull'articolo ma di questa frase : <<Costruiamo subito questa alternativa di Governo nei luoghi istituzionali e nelle strade. Agiamo prima che sia troppo tardi>>
Dare l'interpretazione : "Capito l’antifona? Nei luoghi istituzionali e nelle strade. Insomma un richiamo al principio che se non serve il Parlamento si va in piazza. Se poi c’è da menare si mena e così sia."
mi pare troppo, allora veramente non si può dire più niente e c'è da dubirtare sui limiti della nostra democrazia.
Ci siamo dimenticati di quando Berlusconi dall'opposizione usava costantemente e non a caso la parola "Regime"?
Quella era roba da niente? Detta poi dal capo dell'opposizione...
La invito anch'io a riflettere.

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Sono d'accordo con Peppe sull'interpretazione di quella frase. Mi sembra esagerato.
Per il resto, io all'inizio pensavo alle solite ragazzate. Internet è un mezzo potente nelle mani di tutti, anche di bambini, che possono scrivere ciò che gli passa per la testa. Non sapevo però che dietro ci fosse un politico. Questo è più grave.
Poi tutta l'analisi fatta sugli anni 70 è interessante. Io non c'ero e sono poco informato. Per cui non posso criticare.
Di sicuro Feltri è uno che quando scrive non usa mezzi termini. O bianco o nero.
C'è da dire che se uno volesse cercare i momenti in cui qualche politico "va fuori dalle righe" se ne troverebbero migliaglia.
Questo è grave soprattutto quando la persona ha una visibilità tale da poter scatenare altre reazioni a catena, scherzose o serie che siano.
Sarebbe bene che quel tizio non solo fosse dimesso ma che fosse espulso. Ma oggi si può dire tutto, al Presidente della Repubblica, al Premier, ai Giudici, al Papa, ai Professori, ai Vecchi...
Quando ci sono esempi così hai voglia a fare le leggi e i processi dopo...

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Concordo con Stefano....è molto grave che un politico scriva o pronuzi quelle parole...
Mi sono letto l'articolo di De Magistris e lo trovo un po' di parte, come,pure, in alcuni passaggi, quello di Feltri.
C'è da preoccuparsi se qualcuno prendesse sul serio le parole di Mezzadri e da questo punto di vista Feltri ha ragione...

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Io ho vissuto per intero il periodo delle BR e di Lotta Continua. La ho vissuta per intero: Avevo l'ufficio proprio dietro il Ministero di Grazia e Giustizia a Roma. Posso assicurarvi che tutto è cominciato con le stesse modalità, salvo ovviamente la minore offerta di stampa, tv e media in genere.
Non c'era Facebook, la posta elettronica: la rete!
Tutti dicono: dobbiamo fare un passo indietro! Ma chi dovrebbe cominciare?
Quando la sinistra parla del Presidente Berlusconi, si ha l'mpressione che lo stesso sia li per caso, anzi quasi avesse usurpato una posizione che non gli competeva. E' molto difficile far comprendere che dietro di lui c'è un popolo sterminato che non si può catalogare fra coloro che non capiscono nulla. Oggi c'è una quasi impunità pe chi offende, per chi non rispetta, e per chi pensa che la cosa migliore sia l'autogestione.
E' necessario continuare o iniziare a riflettere!!!!!!Riflettere!!!!!Riflettere!!!!!!

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Franco ma....mister B. secondo te rispetta?Non offende?Parte di responsabilita' di questo clima che si e' creato e ' anche sua!!

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Certo Gianpaolo è difficile attribuire ad una sola parte la responsabilità della situazione, ma, quando un giornale come Repubblica decide di scendere in campo in quel modo è difficile rimanere equidistanti. Guarda sull'ultimo avvenimento:Marrazzo, come si va stendendo un cordone sanitario a protezione della sua figura. Sarà certamente una" bufala", però pensa se fosse successo ad uno di destra.
In momenti come questi vorrei tornare a casa al mio paese:Pieve di Compresseto. Invece oggi tanto per cambiare ho divuto accompagnare il mio referente (il Presidente del Consiglio del Comune di Roma) all'inaugurazione del Museo Nazionale dell'Emigrazione.

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Mi permetto, provocatoriamente, di correggere il suo intervento in MAIUSCOLO:
"Certo Gianpaolo è difficile attribuire ad una sola parte la responsabilità della situazione, ma, quando un giornale come IL GIORNALE decide di scendere in campo in quel modo è difficile rimanere equidistanti. Guarda sull'ultimo avvenimento:BERLUSCONI, come si va stendendo un cordone sanitario a protezione della sua figura. Sarà certamente una" bufala", però pensa se fosse successo ad uno di SINISTRA"

Lei trova che ci siano differenze? Secondo me, la sostanza non cambia basta solo cambiare tre parole, è comunque giornalismo di parte.

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Mi permetto anche io di correggere le sue "correzioni"!
Se dovessimo paragonare le due testate: La Repubblica e il Giornale potremmo dire e spero che lei ne converrà: la prima è Davide( tiratura 504 diffusione2991; la seconda è Golia ( tiratura 117- diffusione 623).
C'è una seconda differenza di grande importanza M. è andato contro al comune sentire. L'oggetto del primo ancora oggi è di difficile accettazione. Quindi comunque la si rivolti la differenza o le differenze sono ancora troppo forti per poter dire che questo è uguale all'altrlo, caro Peppe!!!!!!!!!!!

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D’accordo, i numeri sono numeri e non si discutono, anche se c’è da rilevare che entrambi i giornali hanno lo stesso spazio nelle quotidiane rassegne stampa televisive e come Lei mi insegna, certi titoli roboanti fanno più effetto nella massa piuttosto che i tanti articoli letti solo dai soliti “aficionados”.
Riferendomi però alla seconda parte di questo suo ultimo intervento non capisco a chi e a cosa si riferisce, M. sta per Marrazzo o Mezzadri?

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Marrazzo.

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Quindi, se ho ben capito, secondo Lei andare con un travestito rispetto ad una prostituta fa una grossa differenza.
Glielo dico con tutto il rispetto immaginabile: mi arrendo, rinuncio a continuare questa discussione, sarebbe inutile....

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Non è un mio modo di vedere ma è "comune sentire". La informo che si parla tutti i giorni si parla di Omofobia. Come si fa a dire che è la stessa cosa?

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