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La lista civica "Tutti Uniti Per Gualdo" intende sollecitare l’attenzione della politica regionale in merito allo spargimento di sangue dovuto a due incidenti mortali avvenuti nel nuovo tratto di strada denominato “Nuova Flaminia” che collega Nocera Umbra con Gualdo Tadino. Nel giro di una settimana due sono stati i morti e un ferito grave, vittime inconsapevoli della carenza infrastrutturale cronica della nostra Regione, che inaugura strade dopo oltre trenta anni dalla loro iniziazione, strade nate già vecchie e costruite con i criteri di ieri applicate alle esigenze di oggi. Il nuovo tratto in questione impone un limite di 70 km/h, ma di fatto viene percorso a velocità lungamente maggiori a causa appunto di gravi sottovalutazioni riguardanti le dimensioni e la tipologia della strada stessa che induce gli automobilisti a premere sull’acceleratore.
Non è più possibile rimanere indifferenti a quelle che sono inaccettabili conseguenze di una politica volta troppo alla forma e troppo poco alla sostanza. Aprire strade non idonee alle esigenze attuali significa voler mettere a repentaglio consapevolmente la vita di tanti cittadini, che malauguratamente si trovano a percorrere mulattiere, strade da terzo mondo, indegne di una società civile che punta alla modernizzazione e all’eccellenza. Troppi gli incidenti, troppe le patenti ritirate in poco più di tre mesi, segno evidente che oltre all’incoscienza di tanti automobilisti, vi è una palese inadeguatezza di questo nuovo tratto che non soddisfa in alcun modo le aspettative di chi ha atteso per anni il taglio del nastro.
Ci sentiamo nell’obbligo morale e politico di lanciare l’allarme e di sollecitare chi di dovere a prendere seri provvedimenti in merito alla questione perché siamo stanchi di dover piangere la morte di persone care per colpa di responsabilità altrui. La politica ha il compito di regolare e rendere migliore la vita dei cittadini, non quella di contribuire alla loro fine. Pertanto chiediamo una immediata verifica di quelle che sono le misure di sicurezza del tratto in questione, nonché un potenziamento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, atto a scongiurare il verificarsi di nuove, ingiuste tragedie.

TUTTI UNITI PER GUALDO

Etichette: flaminia, gualdo, gualdo tadino, nocera, nocera umbra, regione

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Risposte a questa discussione

Pretendere di risolvere il problema attraverso la progettazione di un nuovo tracciato, tralasciando la sicurezza attuale, sarebbe come dire di permettere per anni ed anni altri morti ed altre disgrazie.
Partendo dal presupposto che questo è quel che abbiamo e notando senza dubbio che il traffico non è poi così intenso, almeno attualmente, da giustificare una 4 corsie, urgono importanti misure di sicurezza.
Innanzi tutto il divieto di accesso alla strada (essendo essa una complanare di scorrimento e permettendo il vecchio tracciato l'accesso a tutta la vallata) ai mezzi lenti (trattori, motorini, ecc...), l'innalzamento del limite a 90 km/h e l'impianto nei 14 km di parecchi autovelox ben evidenti, minacciosi e segnalati (o perchè no di un sistema tutor) tali da scoraggiare anche il più accanito corsaiolo.
Se poi ci sarà qualcuno che nonostante ciò violerà le regole, ben vengano fondi per le assetate casse comunali.
Ma scommetto sulla loro efficacia in termini di incidenti e mortalità, tant'è che è dimostrata negli impianti lungo la rete autostradale.
E non solo, io ne metterei altri anche in tratti interni del vecchio tracciato (san rocco, biancospino, cartiere, ecc...).
E' intollerabile come guidiamo nel 2010 (mi ci metto anche io).

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Arezzo, 26 giugno 2009 - TANA LIBERA TUTTI. Un decreto prefettizio ha oscurato decine e decine di autovelox in provincia di Arezzo. Erano cinquantanove fino a ieri, oggi ne restano solo tre in funzione, tutti nel Comune capoluogo. Gli altri risultano fuori legge a meno che un vigile urbano non sia nei pressi per elevare una contestazione immediata dell’eccesso di velocità.

E’ stato il prefetto Salvatore Montanaro a calare la scure sulle infernali macchinette. Negli ultimi anni erano spuntate come nel bosco i funghi di settembre; cinquantanove appunto, una ogni seimila abitanti circa. Erano croce e delizia. Croce per gli automobilisti, delizia per le esauste casse dei Comuni che avevano trasformato l’autovelox da deterrente a strumento mangia-soldi per finanziare le attività dell’amministrazione, come le poste di bilancio testimoniano in modo netto e convincente.

Il prefetto Montanaro ha diramato la circolare strozza-multe il 9 giugno, inviandola alla Provincia e ai sindaci, «ma dopo averla ampiamente comunicata agli interessati che non potranno dire sia stata un fulmine a ciel sereno». La circolare taglia in modo severo l’elenco delle strade per le quali è consentita la deroga alla contestazione immediata dell’infrazione. Le precedenti interpretazioni avevano allargato il novero dei tratti interessati che secondo la circolare Montanaro, sulla base della normativa più recente e sulla scorta di «valutazioni e informazioni acquisite per il tramite dei rispettivi Corpi di Polizia Locale, risultano attualmente rispondenti alle condizioni prescritte dalla legge».

Come dire che la verifica dei parametri previsti (in primis pericolosità della strada e dissesto) deve portare a un restringimento della griglia. E stringi stringi, rimangono soltanto tre in tutta la provincia (oltre naturalmente all’autostrada del Sole che è tutta un’altra parrocchia) i tratti stradali dove la deroga alla contestazione immediata viene consentita: la tangenziale extraurbana che per tre quarti cinge la città, il raccordo verso Battifolle e il casello A1, l’intersezione con la Valdichiana aretina della superstrada Bettolle-Perugia. Fuori dall’elenco le principali arterie disseminate di trappole, come la regionale 71 del fondovalle casentinese che quasi a ogni curva presenta una postazione fissa. Erano talmente tanti gli autovelox, da spingere molti automobilisti del Casentino, a fine maggio, a una singolare protesta con marcia per chilometri a passo di lumaca.

Adesso la situazione cambia e il prefetto è categorico: «Nulla è immutabile — premette — è c’è un organo apposito, la Consulta della Sicurezza, per verificare periodicamente i parametri. Ma ad oggi le multe senza contestazione immediate, al di fuori delle tre strade indicate, sono illegittime». Ma i Comuni non ci stanno. Il vicesindaco di Arezzo, Giuseppe Marconi, ha annunciato per la prossima settimana la convocazione di un’assemblea fra tutte le amministrazioni per valutare la nuova situazione e studiarne le vie d’uscita. Anche perché, sottolinea Marconi, una recente sentenza della Cassazione dà un’interpretazione molto meno restrittiva rispetto a quella applicata dal Prefetto di Arezzo.

Fonte LA NAZIONE

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