Un bambino di un anno è morto dopo essere stato aggredito dal suo cane, un mastino napoletano, nel giardino di casa a Genzano, ai Castelli romani. Il bambino era in compagnia della nonna e della madre quando è stato improvvisamente attaccato dal cane. Il padre, che si trovava all'interno della casa, ha subito soccorso il figlio e lo ha poi portato nel vicino ospedale dove il piccolo è morto poco dopo il ricovero.
La nonna del bimbo è rimasta ferita dal cane nel tentativo di salvare il nipote: ha riportato la frattura del radio e dell'ulna ed è ora ricoverata nell'ospedale dove è morto il bambino, A. M., di 11 mesi. L'animale è stato invece sedato da un veterinario e portato in un canile della zona dei Castelli romani.
La stampa, nella sua rubrica dedicata agli animali ha pubblicato questo articolo:
«Sono costernata e vicina alla famiglia colpita da questo dramma. E sono convinta che l’unica strada per evitare il ripetersi di queste tragedie familiari sia responsabilizzare i proprietari a una gestione corretta del loro animale. Sempre e comunque, in ogni occasione, dentro e fuori casa». Così il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, commenta la morte del bimbo di un anno aggredito a Genzano (Roma) dal suo cane, un mastino napoletano, mentre si trovava in giardino con la mamma e la nonna. «Il tema della responsabilità dei padroni è cruciale - spiega Martini all’ADNKRONOS SALUTE - Finora è stato completamente sottovalutato dai proprietari stessi, come pure dalle Istituzioni. Ma l’ordinanza che sarà varata in febbraio lo affronta per la prima volta, con azioni coraggiose» e finora inedite, sottolinea.
«Patente ai proprietari e coinvolgimento di Asl, comuni e veterinari»
«L’ordinanza voluta da Martini «è la prima in Italia che affronta il tema della gestione dei cani non solo all’esterno, ma anche fra le mura domestiche», precisa il sottosegretario. I proprietari dovranno rispondere in ogni sede del comportamento del loro animale, e dovranno conseguire un ’patentinò che certifichi la loro partecipazione a corsi di formazione ad hoc. E «non si tratta di addestrare il cane» a sedersi o alzarsi su comando del padrone, puntualizza Martini. «Coinvolgeremo le Asl e i Comuni per un’offerta formativa mirata», afferma, che potrà aiutare anche gli aspiranti proprietari a prepararsi prima di acquistare un cane. Proprio in un’ottica di prevenzione, contro tragedie come quella di Genzano, ma anche contro gli abbandoni di animali. «Bisogna sapere cosa significa possedere un tipo di cane, e fare la scelta giusta prima». Non accorgersi poi di non poterlo gestire e lasciarlo su un’autostrada.
L’obiettivo è «mettere in rete tutte le competenze, compresi i veterinari - continua il sottosegretario - professionisti che rivestono un ruolo di massima importanza. I cani passano nei loro ambulatori per le vaccinazioni o la ’chippaturà», perciò i medici degli animali «dovranno darci una grossa mano - chiede Martini - sia nell’informare correttamente il proprietario, sia nell’individuare le situazioni di particolare rischio da riferire ai servizi pubblici di veterinaria per eventuali interventi», conclude.
Leggendo, per internet piovono tante critiche a questa decisione, io personalmente credo che la prima e forse unica critica da fare sia riguardante il fatto che provvedimenti di questo genere sono stati presi troppo tardi, troppo tardi rispetto anche ad altri paesi. In Italia non c'è una cultura dell'avere un cane come in altre nazioni, qui tantissimi si fanno un cane senza saper cosa significa gestire un cane, si è arrivati ad avere una distinzione tra razze pericolose e non, e questo solo in Italia c'è stato, qua c'è una "cultura cinofila" che è di gran lunga inferiore alla Svezia o all'Inghilterra per portare due esempi. Vengono acquistati cani, di razza, soltanto per una questione di bellezza, senza sapere magari se un cane è adatto a vivere in una famiglia e con quali attenzioni. Solo in Italia c'è stata la proposta di mettere la museruola a tutti i cani mentre altrove i cani girano, possono entrare addirittura in negozi, ristoranti, con delle regole ovviamente. Già il semplice dover raccogliere quello che un cane fa, qui in Italia è decoro di pochi. E' normale, un Chihuahua se ti morde non ti fa il danno di un Mastino, l'errore sta nel fatto che Chihuahua o Mastino non deve mordere ne essere aggressivo, però il problema è che la colpa in Italia la danno solo ai cani, i padroni "poverelli" si ritrovano un vero e proprio hooligans in casa, ma la colpa la danno al cane, non a come è stato educato e gestito il cane, parlano in molti a riguardo, sparano sentenze su razze pericolose senza nemmeno sapere che il cane, qualsiasi cane, segue una propria logica, di leadership ad esempio, che se sfruttata a favore del padrone eviterebbe tanti morsi ad altri cani e ad altre persone, pure nelle razze "pericolose". In Italia la colpa viene data al cane, ma se un Mastino aggredisce un altro cane, per portare un esempio, la cosa finisce lì, però come ha aggredito un cane poteva aggredire un bambino ma finchè non accade non ce ne preoccupiamo, e allora ecco che il cane, che non è un qualcosa di inanimato che non ragiona e non pensa, mordendo un altro cane senza essere corretto, assimila che lui se vuole può mordere tutto e tutti, perchè il padrone, o meglio il "finto padrone", è uno che fa tutto quello che vuole lui, che gli permette tutto.Altrove al primo segnale di aggressività ti ammazzano il cane, tutti penseranno che sia una cosa brutale, invece è una legge che fino ad ora ha funzionato, che prevede questo, perchè lo stato, compresi (e sopratutto) i comuni, ti garantiscono anche corsi, educazione per i cani e per i padroni, luoghi dove portare i cani, luoghi dove praticare attività con i cani (che qua in Italia se non in grandi città sono cose totalmente, o quasi, sconosciute) e il cane di ognuno deve essere un cane educato, la mancanza di queste cose è la vera brutalità secondo me, ogni padrone deve impegnarsi in questo perchè ne va anche della vita del cane oltre che delle conseguenti multe e questioni penali, è quando paghi 1000 euro un mastino, o qualsiasi cane di razza, ci metti tanto nel gestirlo, pure in termini economici, vedi come questa legge, e le sue conseguenze, sono rispettate. Perchè poi qui siamo il paese, che c'è chi il cane lo porta da un educatore cinofilo dopo 2-3 anni che ci combatte, quando non ne può più, oppure non ce lo porta per niente perchè "il cane è il suo e se lo educa da solo", siamo il paese che non ha, oltre al veterinario, figure professionali riconosciute dallo stato, ma non solo non riconosciute, dove per la formazione di personale "qualificato" viene affidato tutto ai centri cinofili sparsi nel territorio nazionale, in Italia l'Istruttore cinofilo per molti è una figura ignota, per altri è uno che dice cavolate, per altri ancora è solo colui che addestra i cani per far trovare la droga, ma questa "ignoranza" è data dal fatto che ci si è cullati sugli allori per troppo tempo, dando colpe ai cani, colpe che i cani non hanno ma che invece sono dei padroni, ai quali non può essere messa una museruola o un collare a strozzo quando invece, in certi casi, ce ne sarebbe bisogno. C'è anche da considerare che pure le amministrazioni in questo hanno le loro colpe, nei canili, quando questi non chiudono, ci sono cani che sono veri e propri "hooligans" che poi una volta affidati rischiano di essere malgestiti, o ancora peggio maltrattati, dai padroni che si ritrovano ad avere un cane senza una regola e senza una educazione, ad essere loro senza conoscenze o un minimo di formazione tale da riuscire ad educare un cane e poi se questo arriva a dare un morso o a mostrare aggressività o "menefreghismo" nei confronti del padrone è una cosa del tutto normale. Ovvio è che ora dal dire al fare ce ne correrà, perchè questo patentino deve essere una cosa seria, ci dovrebbe essere più informazione e formazione, ci dovrebbe essere serietà e volontà nell'andare avanti su questa strada, che ci vede molto indietro.