Gualdo Social Network

www.tadinates.it - Rete Sociale della comunità di Gualdo Tadino

">


Tra non molto potremmo acquistare i pannelli fotovoltaici e molte altre novità... all'IKEA !

La multinazionale svedese infatti ha programmato 50 milioni di euro di investimento per la creazione di 10 stabilimenti (di cui uno almeno in Europa) per la produzione di tecnologie low cost per la microgenerazione elettrica.

Leggete qui, per saperne di più.

Insomma il futuro delle clean technologies è davvero alle porte!

Posso fare una piccola provocazione?

<">
se Gualdo 2020 fosse già operativo, non potremmo avere avuto qualche chance nell'attrarre nel nostro territorio simili insediamenti produttivi, con buona pace della disoccupazione? ....

Etichette: clean technologies, ikea, low cost

Condividi

Rispondi

Risposte a questa discussione

L'Ikea entro il 2011 dovrebbe aprire anche in Umbria... portando circa 200 posti di lavoro...

C'è anche chi la pensa diversamente...

Soprattutto sottolineando...

Le imprese umbre, salvo le poche eccellenti che seguitano a crescere restando competitive, non riescono a cogliere le opportunità del mercato globale perché sono sottocapitalizzate, non sono aperte all’ingresso di soci estranei alla famiglia, né disponibili a fare network con altre imprese locali, ricorrono raramente a manager o consulenti esterni, ma purtroppo non sono molto supportate nemmeno dalle istituzioni e dalle loro associazioni di categoria, come diceva il Direttore di Sviluppumbria.

Non è fermando l’Ikea che risolviamo i nostri problemi, ma è affrontando la sfida della globalizzazione con una cultura ed un atteggiamento diverso da parte di tutti gli attori, per valorizzare le tante potenzialità, anche in termini di risorse umane, di cui la nostra regione è dotata.


aggiungo... compresa la nostra città...

Rispondi

scommetto che in tutto il mondo, non v'è testo di marketing o strategia competitiva in cui IKEA non venga analizzata dall'autore come landmark case study (esempio significativo), ad incominciare dal prodotto offerto, alla filosofia organizzativa sino alla valutazione della 'customer experience' ;-). alzi la mano chi di noi, non è mai andato almeno una volta all'IKEA, partito oltretutto anche senza necessità di fare acquisti particolari ma solo per curiosità, perchè trascorrere un pomeriggio lì è una esperienza divertente per tutta la famiglia. poi si finisce sembre per prendere qualcosa...
ho vissuto quasi sette anni a Bruxelles (dal '92 al '98), e quando ho preso casa, tanto più che 'ero per starci poco' :-).... ricordo che andai direttamente all'IKEA e rimasi molto sorpresa dal notare che stavano allestendo uno spazio giochi e babysitting, poi sono stati copiati praticamente da tutti, ma nel '92 l'Ikea era l'unica catena di distribuzione a puntare sul 'piacere del cliente a spendere anzitutto il proprio tempo' ed essendo il suo target principale la neo-famiglia con bimbi piccoli, bimbi che notoriamente frignano per uscire quando si annoiano, ma lo fanno altrettanto bene quando insistono per voler andare da qualche parte dove si divertono, l'Ikea ha intuito che se utilizzava a proprio vantaggio quest'arma a doppio taglio :-) .... era fatta! ed il mercato l'ha premiata alla grande. come giusto che sia! quindi, con buona pace di Sviluppumbria ed altri baroni perugini che discorrono a xxxxxxx (scusa Massi ma se scrivo qui quello che penso realmente, finisce che mi comprometto bene bene :-) il punto dolente non è che le imprese umbre (quelle poche che ci sono rimaste, perchè questi signori negli anni se sò venduto tutto!) non capiscono la logica del network è che le imprese italiane in generale, non afferrano proprio la logica premiante del mercato (e spesso i loro strapagati consulenti sono molto peggio)!!! non tutte però, per fortuna. ora però per queste, che si trovano a dover competere in uno scenario globale, la vera sfida non è nè il coraggio, nè l'intraprendenza, che mancano, ma proprio la forza! eh si. purtroppo ed è questo il punto grave, che i signori sopra citati non ammetteranno mai in quanto ne hanno piena corresponsabilità!, il principale punto di debolezza di cui soffrono proviene dalle pesanti esternalità negative del contesto territoriale in cui operano, in quanto non solo tali imprese, per lo più giovani, corrono magroline di loro, ma corrono pure con la palla al piede e macigno sulla testa dell'inefficienza qualitatitva della P.A. che oltre ai ritardi ed alle carenze, sembra essere proprio incapace di realizzare una politica economica territoriale coerente e .... aperta!
ora aggiungi che così conciate si devono confrontare con altri che invece oltre a non avere tali pesi, sono pure sostenuti da un vento a poppa determinato dalle efficienti politiche territoriali, e ti lascio immaginare lo sforzo che ci devono mettere!
Quindi Massì, per tornare a noi qui nel gruppo energie, è mia ferma opinione che se Gualdo 2020 fosse in piedi (e questo solo la PA può determinarlo, sigh!), nel nostro territorio certamente non mancherebbero gli imprenditori (soprattutto giovani) in grado di poter valorizzare al meglio questo vantaggio competitivo loro derivante dalla accresciuta capacità relazionale con il mercato, dato che altro non si tratterebbe che di togliere sta palla al piede e macigno sulla testa!
ora un dubbio però, francamente io ce l'ho ">: se il nostro territorio dovesse diventare frizzantino, la disoccupazione e la miseria non fossero uno spauracchio presente, se quelli bravi venissero premiati anzichè derisi, etc, che fine farebbero tutti i deficienti?

Rispondi

RSS

La regina dei fuochi d'artificio




La Taverna di Marco Ristorante a Gualdo Tadino

© 2009   promosso da Simone Cappellini

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio

Entra in chat