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Simone Cappellini

Scoutismo e... giornalismo! (a lezione di sesso con gli scout)

In questi giorni stanno di nuovo tornando alla ribalta articoli sullo scoutismo sul tema "a lezioni di sesso dagli scout", come questo sul Messaggero.
Fanno seguito a quelli di qualche mese fa su una indagine svolta dalla Federazione Italiana dello Scoutismo insieme all'Istituto degli Innocenti, articoli che dipingevano i giovani scout eurpoei come dediti all'alcool, agli spinelli, a relazioni promiscue e quant'altro (qui un articolo del Corriere).

Se questo è il giornalismo medio, sono fiero di non acquistare nemmeno un quotidiano in edicola e di ridurre al massimo l'informazione dalla TV, preferendo Internet in cui si possono aggregare le notizie, confrontarle da diverse fonti spesso anche quelle direttamente coinvolte, e capire chi sta "giocando sporco".
Articoli superficiali, volti più che altro a evidenziare - isolandoli dal contesto - i contenuti più scandalistici o che più si prestano al titolo ad effetto, quando la realtà da cui prende corpo la notizia (o falsa notizia, nei casi citati) è ben più complessa ed articolata.
E anche piacevole, per fortuna !

Lo stesso Istituto degli Innocenti titola così i propri risultati della ricerca: "GLI SCOUT? CAPACI DI AGIRE E PRONTI AD AIUTARE, MA IN PIENA LIBERTA". Trovate qui il primo comunicato stampa con i risultati della ricerca.
Ad un metodo informativo superficiale, alla presentazione dei risultati come gossip esplosivo, risposero allora la Capo Guida ed il Capo Scout con una lettera aperta.



Oggi con "a scuola di sesso dagli scout" il tenore di quegli articoli sensazionalistici, purtroppo, permane.
Di nuovo ho trovato qualche risposta intelligente al problema (qui l'articolo originale). Risposta e intelligenza che ovviamente non troveranno lo stesso spazio mediatico delle notizie sensazionalistiche riportate dai media, ma che magari potrà maggiormente interessare qualche genitore o educatore:

"Educare all'amore: ecco una delle sfide cruciali per l'Agesci oggi. Considerando che questo è, nonostante le apparenze, uno dei momenti più propizi per fare scoprire agli adolescenti la profondità e la coerenza dell'amore [...]
Perché si parla solo degli argomenti da scandalo e non del fatto per tre quarti degli intervistati l'essere scout significa saper essere servizievoli verso il prossimo?
O che l'81% dice di aver imparato ad amare e rispettare la natura attraverso lo scautismo?
O che metà dei ragazzi affermano di aver capito qui cosa significa lavorare o giocare in gruppo?
O superare le paure e acquisire autonomia?
Spesso si punta invece solo sullo scandalismo e si trascura il grande patrimonio educativo che faticosamente, giorno dopo giorno e senza clamori, l'Agesci ha costruito».

Ma quand'anche ci si soffermasse sulle risposte che fanno più problema, la lettura dei dati – secondo Fantuzzo – andrebbe fatta in modo diverso da come è stata condotta:

«Questi ragazzi sono figli del proprio tempo e, nelle risposte che hanno dato, riflettono di più l'immagine che i media propongono del mondo che non i loro stessi comportamenti e principi. Voglio dire che in un mondo in cui, secondo i media, è normale fumare uno spinello o avere rapporti prematrimoniali, i ragazzi riflettono questa “normalità”, questa realtà presunta.
Ma attenzione: non dicono che loro hanno questi comportamenti, che fanno così; dicono che potrebbe capitare anche a loro» (la domanda formulata era: “ritieni che ti potrebbe capitare di...?”).
E' un po' come se i giovani - anche i giovani scout – ratificassero l'immagine virtuale del mondo che viene offerta loro.

I ragazzi di oggi sono più disponibili a capire l’amore vero.
«In questo senso – continua Fantuzzo – di fronte a comportamenti problematici di questa età, gli educatori Agesci non si scandalizzano né si entusiasmano: registrano e riflettono».
Ed è proprio perciò che questo è un tempo favorevole, per l'Agesci, per fare buona educazione all'affettività: «Oggi gli adolescenti non hanno più tabù da infrangere, perché a questo ci ha pensato la generazione che li ha preceduti. Perciò sono molto più disponibili a conoscere, senza preconcetti, delle testimonianze profonde, che mettano in discussione il sistema dei valori di cui si pensa sia permeato il mondo.
E noi capi ed educatori dobbiamo riscoprire il gusto di parlare loro dell'amore.
L'amore vero, profondo e fedele, solo a partire dal quale si può capire anche la bontà delle regole e dei veti».

Etichette: agesci, educazione, giovani, gossip, indagine, media, proposta

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