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Qui possiamo mettere tutte le parole che conosciamo in dialetto gualdese, magari con la traduzione in italiano accanto. Penso che ce ne siano di divertenti, di buffe e di fantasiose.

Etichette: dialetto, italiano, lingua

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Risposte a questa discussione

Potrei fare un esempio con tre parole tanto, tanto comuni. Come faremo a mettrerle in ordine alfabetico non lo so, ma a questo ci si può pensare più avanti e sopratutto se ci piacerà questa idea. Buon divertimento!

None: no
Perchene:perchè
Sine: si

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nelle mie esperienze fuori città ho notato che colpisce molto il nostro
fratemo
mammeta
babbeto
soreta
i cui significati sono più che chiari

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Marina, in realtà "Sine" andrebbe scritto come si pronuncia: "SCINE".

Io aggiungo vocaboli a random:
Petorzello = prezzemolo
Ciùrre (ma anche Capìje) = capelli
Pescòlla = pozzanghera
Spàrgnici = asparagi (da cui Spargniciàja = pianta di asparagi)
Gréppo = crinale (o argine?)
Scarapéto = declivio pericolosamente scosceso
Bònne(re) = tuonare
Sgarufà(re) = rimescolare scavando
Inciampicà(re) = inciampare

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facciamo un quiz?

se dico: "nonna arimpituccia"..... cosa stà facendo la nonna? :-)

arimpitucciare=??

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Biscio = aspro
Allappare = l'effetto del cibo biscio ('sta prugna allappa)
Gèttolare = di ferita o malanno che fa percepire le pulsazioni (me gèttola)

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Merigge = ombra

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Dal Guerrieri (Storia Civile ed Ecclesiastica del Comune di Gualdo Tadino)

Il Vernacolo del territorio Gualdese, appartiene, nelle sue linee generali, al sistema dialettale Romano-Umbro-Marchigiano, con il quale ha comune infatti i più importanti caratteri. Ma considerato nelle sue sfumature fonetiche e morfologiche e nelle sue intonazioni, ci appare come un nucleo linguistico diverso dai dialetti da cui è contornato, vale a dire dal Folignate a Sud, dall'Eugubino a Nord, dal Fabrianese ad Est e dal Perugino ad Ovest.

Vi si riscontra, con frequenza, la sottrazione dell'ultima sillaba di una parola, specie negli infiniti dei verbi (parlà, vedè, sentì, lègge, invece di parlare, vedere, sentire, leggere) e nei nomi propri (Antò, Filomè, Piè, per Antonio, Filomena, Pietro). Comune è anche la perdita della prima lettera o sillaba di una parola ('na, 'mporre, ‘ l, 'n, 'sto, per una, imporre, il, un, questo) e la riduzione ad j del nesso gl (fijo, foja, anzi che figlio, foglia). Abbonda l'aggiunta d'una vocale o sillaba alla fine di una parola; così a molte voci monosillabiche si applica la particella ne od e (scine, none, mene, tene, quane, chene o quene, lue, seie, per si, no, me, te, qua, che, lui, sei). I nomi dei parenti si prolungano con la forma atona del pronome possessivo che caratterizza la relazione di parentela (màmmeta, fràtemo, bàbbeto, sòreta, cioè mamma tua, mio fratello, babbo tuo, tua sorella). Esiste pure l'aggiunta di sillabe al principio della parola specie delle par ticelle to o tu agli avverbi di luogo (tuquì, tolà, tulì, per qui, là, li) e della lettera t alla preposizione a ( ta me, ta te, per a me, a te).

Si riscontra frequente la trasposizione nell'ordine delle lettere o, per meglio dire, dei suoni di una parola specialmente nei nessi dell'r (drento, crastato, stroppio, treato per dentro, castrato, storpio, teatro). Notevole a tal proposito il fenomeno del cambiamento della sillaba ri in ar (arpulire, ardire, arfare, artornare, anzi che ripulire, ridire, rifare, ritornare). Per il consonantismo basti ricordare le assimilazioni di Id in il (callo, per caldo, Guatto per Gualdo), di nd in nn (quanno per quando, tonno per tondo, sponna per sponda, unnece per undici), di mb in mm (gamma per gamba) e per il vocalismo atono la preferenza dell'e sull'a nella penultima dello sdrucciolo (balsemo, sabbeto, per balsamo, sabato); come pure anche nelle finali postoniche, all'i spesso corrisponde e (diece, domane, ogge, per dieci, domani, oggi). Troviamo infine abbondantissime le alterazioni di voci, anche comuni, alterazioni che sono di varia origine e più o meno diffuse anche in altre regioni dell'Italia Centrale (tronàre per tuonare, ciménto per cemento, sentùto per sentito, poje per polli, gajina per gallina, ferrorìa per ferrovia, ogna per unghia).

Dei vocaboli speciali caratteristici, potrebbe farsi un lunghissimo elenco, basti citare i seguenti: Stronàto (bisbetico), pantecàna (grosso topo), pomèssa (luogo riparato dal vento o dal sole), crèscia (pizza o torta), mojìca (mollica), luta (carbone acceso), nìscola (altalena), screàto (deficiente), ombrecciòne (ombelico), fiocca (gallina nel periodo che cova le uova) frìscolo (torchio per uve), uccàta (grida scomposte per deridere alcuno), ascenciòne (la mosca che in estate depone le uova sulle carni), chiòchena (fogna), giómo (gomitolo), prèscia (fretta), schiòppa (spicchio d'aglio), ciampecòne (persona trasandata), ciarapìca (pettegola), ventèllo (torlo d'uovo), bonamènte (sovente), sparniciarèlla (sonnolenza), brància (foglia), gracèscia (grappolo), tròscia (piccola raccolta d'acqua stagnante), genigèlla (cenere ancora calda commista a particene di fuoco), ciàffo (stoffa sciupata), bufa (tempesta di neve), pescòlla (pozzanghera) e, tra i verbi, agguattà (nascondere), rusticà (far solletico), sguillà (scivolare), arcutinà (radunare), impatassà (ostacolare), rimbeferà (ripetere), sgarufà (razzolare, metter sossopra), smuginà (rimescolare), annugìrse (annoiarsi), trabadàrse (trastullarsi), abbozza (tollerare), strinàrse (sentir freddo), abboccà (entrare), ag ginàrse (sbrigarsi), inciarfajà (balbettare), introgiàrse (lordarsi con melma), stollà (dissaldare), stolzà (schizzare), smastriccià (maneggiare qualcosa senza cura), rancicà (graffiare), sfrigià (produrre segni lineari simili a graffiti), scòte (nel senso dello spazio, per esempio: Non ci scote, per Non c'entra), calfì (ammuffire), mollà (bagnare), aggàttlirse (esser colpiti da raucedine), stremolì (rabbrividire per freddo), sfantazzà (folleggiare), scatizzà (suscitare), capà (scegliere), ammarrà (danneggiare il taglio ad una lama), trizzicà (tentennare), attufà (proteggere bene dal freddo con scialli o mantelli), tricà (durare), etc.

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Massimiliano, hai fatto un lavorone!!!!!!!!!!

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Lista della spesa trovata su un foglietto giul parcheggio coperto de piazza:

-Spagetti
-Le patate
-Lavaglioli
-Iougurte
-proshiutto
-scott
-fette
-bisccoti
-lonno
-cipollia
-fazzoleiti
-sottiletti
-gratugia

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AHAHAHAHAHAHHAHAHHAAHHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!! UTTIOMIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!

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Bello Alessà! 'nte sto gruppo ce mancavi solo tu.

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Francesco, intanto benvenuto in questo gruppo. Sono contenta che hai deciso di farci compagnia.
Poi ti dico che questa lista della spesa mi ha fatto morire. Sti gualdesi sono sorprendenti, anzi questo è proprio unico.Una cosa così bella non mi era mai capitata. Quanto si sarà impegnato a scriverla!

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