... con il suo passo lento, con la mite dolcezza del carattere, con l'immediatezza nel rapporto con l'uomo (frutto di oltre cinquemila anni di convivenza), con la prudenza e la saggezza nei comportamenti (erroneamente risolte in quella "testardaggine" solo umana) è la "chiave" ideale per riappropiarsi di un territorio, specie di un territorio montano come il nostro.
Trekking someggiato (e quindi "mobilità dolce" o "lenta") a fondovalle e sui crinali, educazione ambientale con le scuole e gli adulti, onoterapia (attività assistita terapeutica fatta con l'asino), allevamento a scopo riproduttivo e per la produzione di latte d'asina (ricercatissimo per far fronte alle intolleranze alimentare del periodo neonatale), lavori agricoli (lo sapevate che l'asino è il miglior ... diserbante?!), spettacoli ed animazione, sono solo alcune delle attività che si possono intraprendere con l'asino.
Si tratterebbe di capire che "asino" non è solo "Giochi delle Porte", ma muovere proprio dalla tradizione "asinina" che dai "Giochi delle Porte" comunque scaturisce, perchè sia asino tutto l'anno.A Gombola nell'appennino modenese (luogo dimenticato da Dio e dagli uomini) hanno cominciato qualche anno fa, ed ora la "
"Podesteria"" (di proprietà pubblica ma affidata in concessione) e la "Valle degli Asinelli" sono proprio una bella e consolidata realtà. Eugenio Milonis ad Introdacqua, in Abruzzo, da tempo con
"Asinomania" pratica e propone corsi di "onoterapia" (ma non solo).
Roberto Canali a Campi di Norcia con i suoi asini (e muli) promuove trekking sommeggiato nel Parco dei Sibillini. Gira per l'Italia il
"Circo degli asinelli" che coinvolge grandi e piccini.
Esiste da tempo un coordinamento degli
"asinari" d'Italia.
Perchè qui da noi non far vivere l'asino tutto l'anno?
Qualche asinello meticcio dell'appennino (la regione emilia - romagna da qualche tempo sta curando il recupero della razza autoctona: altra frontiera della biodiversità!), o qualche "miccio" amiatino possono aiutarci (assai più dei martinafranca delle Porte: veri "fuoriserie", se non altro per il loro costo).
Sarebbe turismo sostenibile (a completamento e supporto del sistema dell'ospitalità rurale e dei rifugi montani, compresi quelli di proprietà pubblica della Valsorda: che - restaurati - dovranno trovare una destinazione "non scontata") e turismo ambientale, sarebbe microeconomia (legata al particolare e al tipico di qualità), sarebbe (ri)scoperta delle radici e di un ambiente montano che pur tanto compenetrato a Gualdo e al fondovalle, a volte finisce per essere assai lontano.
L'asino ci può indicare un diverso presente ed un futuro migliore alla riscoperta di valori fondamentali come prudenza, lentezza, sopportazione della fatica, memoria, sobrietà, coraggio, fedeltà, ostinazione, socievolezza, obbedienza e pazienza.
E' abbastanza per cominciare.
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