
In molti si chiederanno perché dopo tanti anni ancora non è stato possibile realizzare una centrale eolica a Gualdo Tadino? Dal mio punto di vista la spiegazione è questa:
Dopo la banca, la terra e l'acqua alcuni vorrebbero vendersi (anzi regalare) pure la forza dell'aria, tentando di consegnare i nostri inestimabili giacimenti di energia eolica alle solite multinazionali.
Realizzando una società a partecipazione pubblica, installando una trentina di generatori Enercon da 2300 kw nominali nella zona che va dai capannoni di Boschetto fino all'inizio della Gola della Rocchetta, si potrebbe realizzare una centrale da 69 MW che coprirebbe il fabbisogno d'elettricità per uso domestico di 69mila famiglie e cioè di circa 200mila persone (considerando tre componenti a famiglia).
L'impatto visivo di questi 30 generatori non sarebbe esagerato ma sopportabilissimo perché si tratterebbe di mettere poche macchine su di un'estensione territoriale di alcuni km.
Il comune di Gualdo Tadino ( e di Nocera Umbra) percepirebbero dei dividendi considerevoli per le loro partecipazioni azionarie, alcune famiglie lavorerebbero per la custodia e la sorveglianza della centrale. Coopererebbero ai lavori di manutenzione (svolti dall'impresa installatrice) e l'economia della nostra zona finalmente si differenzierebbe. Nascerebbero altre idee ed altre imprese che coesisterebbero con l'industria della ceramica forse e magari proiettandola nel mondo produttivo della componentistica elettronica ed elettromeccanica. Potremmo iniziare ad avvicinarci alla robotica e la vita della nostra comunità cambierebbe sul serio.
Il futuro è la tendenza verso la completa automazione, l'applicazione delle nano macchine alla cura delle patologie refrattarie alle attuali terapie, la conoscenza approfondita e condivisa delle dinamiche del magnetismo che determina e governa la vita.
Questo è uno degli orizzonti possibili per la nostra città.
Riusciremo a concretizzarlo, oppure continueremo questa deriva d'incertezza politica, economica e sociale?
http://gualdotadino.ning.com/forum/topics/una-centrale-eolica-sul
Grazie del gentile commento ...........................
Come sicuramente avrai notato i generatori da te fotografati sono dell'azienda spagnola "Iberica", che tra l'altro ha stipulato da tempo un contratto di collaborazione con il consorzio italiano IVPC che è il medesimo soggetto imprenditoriale che ha installato le due macchine aero motrici di Cima Mutali a Fossato di Vico.
Il settore imprenditoriale eolico spagnolo è molto frammentato e privo perciò di un'organicità tale da consentire un ordine che secondo il mio modesto parere sarebbe necessario per contemperare l'interesse della produzione con quello della salvaguardia del patrimonio paesaggistico che dalle nostre parti è percepito con grande forza ed impegno socio politico. Nella foto che allego potrai notare un dettaglio signifitativo dell'interno della navicella di uno dei generatori da te fotografati. Si nota chiaramente il moltiplicatore di giri che è un meccanismo di vecchia generazione utilizzato ancora (purtroppo) in molte installazioni. Questo apparato comporta costi di lubrificazione (quintali di olio che a basse temperature congela e che tra l'altro in caso di perdite rischia d'infiltrarsi nelle falde acquifere) e di manutenzione considerevoli (perchè tutto ciò che si muove ad alte velocità ed attraverso ingranaggi complicati è maggiormente soggetto ad avarie).
Inoltre la centrale che tu hai fotografato offre un impatto visivo importante perché è basata su numerosissime macchine di taglia piccola (inferiori al MW).
A Gualdo Tadino ed in genere nella nostra zona io personalmente ho sempre proposto l'installazione di macchine di taglia medio grande (sopra i 2 MW) prive di moltiplicatore di giri e con un cut in favorevolissimo (il cut in è la minima velocità del vento che provoca l'avvio dell'aerogeneratore). Gli aeromotori Enercon hanno tutte queste caratteristiche oltre a possedere doti aerodinamiche tali da consentire rendimenti nell'entroterra superiori del 30% rispetto ai generatori comuni. Inoltre per una speciale geometria delle pale queste apparecchiature sono silenziosissime e perciò prestigiose dal punto di vista della fattuale assenza d'inquinamento acustico. Non dimentichiamo che quest'azienda è cresciuta sotto la scrupolosa vigilanza dei movimenti ambientalisti tedeschi che in fatto di precisione sono proverbiali come del resto ogni altra cosa ed attività germanica.
Nelle foto allegate si nota la differenza di tipologia tra aerogeneratore comune (antiquato) e macchine Enercon di ultima generazione (non dimentichiamo che quest'azienda produce pure turbine di grandissima taglia 4MW ed addirittura 7MW. Una di quest'ultime dovrebbe venir installata in un isola della scozia.Da sola soddisferà il fabbisogno elettrico di circa 10mila famiglie). Con l'uso di macchine di potenza media o grande si può ottenere un'impatto visivo accettabile e perciò una realizzazione imprenditoriale sostenibile. Questo in pratica si tradurrebbe con l'installazione di appena 30 (trenta) aerogeneratori modello E-70 (potenza 2300 KW ciascuno) per un valore complessivo in centrale di 69 MW (che coprirebbe il fabbisogno di energia elettrica di circa 200mila persone). Quest'opera andrebbe realizzata a partire dai Capannoni di Boschetto fino alla piana del Penna. Trenta macchine su quest'ensione territoriale sarebbero ben "diluite" e non fastidiose dal punto di vista panoramico- paesaggistico. Per questo penso e spero che con l'aiuto di tutti dopo "cento...mille ...misure" svolte coscienziosamente e pazientemente per molti anni si possa finalmente realizzare quel "taglio solo" preciso e soddisfacente per tutti i cittadini che pur desiderando una bolletta meno salata vorrebbero mantenere sia l'aria pulita (libera da co2) che l'orizzonte delle nostre splendide montagnelibero da ostacoli antiestetici.
Questa è la rappresentazione di uno degli ultimi sistemi per produrre energia elettrica con la forza del vento. Si tratta di un generatore eolico integrato in un dirigibile ed ancorato al suolo con funi. Il dirigibile arriva a circa 300 metri d'altezza ed il suo generatore inizia a produrre corrente elettrica che attraverso un cavo viene convogliata nella centrale a terra.
Tecnonews
a cura di E. Gabrieli e S. Del Bianco
Ottawa, 5 maggio 08
Primi test per il MARS da 100 kW
Magenn Power spera di commercializzare il dispositivo su larga scala, utilizzandolo per zone residenziali o paesi in via di sviluppo e facendolo adattare a progetti più grandi di elettrificazione rurale
Dopo i primi modelli per uso residenziale, il Magenn air rotor system (MARS) viene finalmente testato anche su larga scala. MARS è un “dirigibile” eolico, creato dalla omonima società Magenn Power, che può essere riempito con diversi gas, per essere sollevato in aria, come elio, argon o idrogeno e con un sistema ad asse orizzontale che sfrutta l’energia del vento a 150-250 m dal suolo. L’elettricità prodotta può essere immagazzinata in batterie o immediatamente disponibile all’utilizzo. Il prototipo, attualmente in fase di test in un hangar nel North Carolina, è modello da 100 kW pensato per piattaforme minerarie offshore in mare, prima di un’espansione negli altri mercati commerciali. Il concetto di MARS nasce dal 2002 quando l’azienda ha iniziato ad interessarsi a come utilizzare al meglio la velocità del vento ad altitudini elevate. L’energia eolica “tradizionale”, infatti, preferisce le zone pianeggianti dove si ottengono le prestazioni migliori, diminuendo di efficienza con morfologie territoriali diverse. Al contrario questo nuovo sistema presenta un’adattabilità maggiore, e soprattutto mentre con una convenzionale turbina eolica, solitamente si ottiene un rapporto di utilizzo che va dal 20-25%, MARS arriva a toccare il 50% anche utilizzando venti deboli. In attesa degli esiti finali dei test, Magenn Power incomincia già a raccogliere generosi investimenti e a puntare su nuovi progetti per tecnologie pulite.