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nadia monacelli

UN PRECISO CHIARIMENTO........EVITIAMO SCIOCCHI FRAINTENDIMENTI

Abbiamo appreso che da qualche tempo c'è un Comitato, proveniente dalle forze di maggioranza del nostro Comune, che sta raccogliendo firme per la proposa in Regione della Legge per la Concessione di Acque Minerali, redatta da esponenti del PDL.

Molte persone ci hanno contattato per far presente che hanno firmato per FAR TORNARE L'ACQUA AI COMUNI.....

Vogliamo ribadire con forza che TALE PROPOSTA NON C'ENTRA ASSOLUTAMENTE NULLA CON LA POSSIBILITA' CHE L'ACQUA TORNI DA UMBRA ACQUE ALLA GESTIONE COMUNALE: essa è inerente le concessioni per acque minerali e non riguarda in alcun modo il Servizio di Gestione (nella fattispecie Umbra Acque)!!!

E SENZA ENTRARE NEL MERITO DELLA PROPOSTA DI LEGGE, il Comitato Pro Acqua ribadisce non solo la sua assoluta estraneità a questa iniziativa, ma anche e soprattutto la sua contrarietà alla mercificazione dell'acqua in ogni sua forma.

L'Acqua è il bene comune primario per eccellenza e non è un caso che il mondo stia andando nella precisa direzione di vederlo riconosciuto. Gli studi del recentissimo premio Nobel per l’economia, l’americana Elinor Ostrom, hanno dimostrato come la gestione di beni comuni (tra cui le sorgenti di acqua) può essere affidata ad efficientissime forme di autogoverno, evitando la burocratizzazione e di ricorrere sia alle privatizzazioni che al mercato.
Qualcuno finalmente si sta accorgergendo, in un’ottica all’avanguardia assoluta, che i modelli classici di economia legata al mercato non sempre funzionano e sono fallimentari quando si parla di mercificare i beni comuni.

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Francesco Cioli Commento da Francesco Cioli su 28 Ottobre 2009 a 19:03
Innanzi tutto chi pensa che io possa esser mosso da interessi o da mani altrui si sbaglia di grosso ed è evidente che non conosca nè me nè tantomeno il mio modo di ragionare. Non sono una marionetta, non parlo per partito preso o per preconcetti. Non difendo gli interessi di nessuno e tantomeno sono abituato a fidarmi senza sapere: in sostanza, cerco quando possibile di attivare il mio senso critico e di vedere le cose in maniera spassionata. Mi sono sempre tenuto alla larga da questi comitati pur condividendo alcuni aspetti ed alcuni indirizzi.
Posso capire un rancore ed un astio nei confronti di una società che sfrutta risorse naturali come materia prima (il cui costo agli effetti incide poi poco sul prodotto finale a confronto dell'imbottigliamento, il trasporto e la -necessaria- promozione e pubblicizzazione) e che non reinveste sul territorio da cui attinge. Posso capire conseguentemente i personali boicottaggi a certe marche di prodotti, ma stento a capire come si possa prescindere oggi dalla commercializzazione e la distribuzione di acqua in bottiglia. La trovo una forzatura e cerco di spiegare perchè.
Quando sono a Gualdo so benissimo quale sia la qualità dell'acqua che arriva al mio rubinetto (forse sarò una mosca bianca ma dall'avvento di umbria acque ho obiettivamente notato un cambiamento se solo penso che prima avevo un acqua con maggiore sentore di cloro, una portata e pressione ridicola e spesso mi mancava d'estate) e la bevo tranquillamente. Ciò però non vale ad di fuori delle mura cittadine, dove spesso per lavoro o per piacere mi capita di bere -stavolta si- acqua in bottiglia che mi garantisce la portabilità di una qualità standard che ritrovo nel prodotto levissima piuttosto che panna o rocchetta da lampedusa a bressanone.
Quindi non smetterò di bere acqua in bottiglia e non mi sentirò per questo nè un demone nè tantomeno uno schiavo di una multinazionale o di campagne di marketing: la mia è una scelta consapevole.
Sono d'accordissimo quando si dice che la priorità deve essere al consumo primario e necessario della popolazione e che la tutela delle falde deve essere il primo interesse comune da difendere.
So benissimo che l'acqua non è un bene infinito, ma so anche che può essere in certi termini una risorsa, che certamente richiede una perizia particolare nell'uso e nella gestione al fine di non deteriorare lo stato di conservazione e di esistenza delle falde, ma comunque una risorsa.
Sono d'accordissimo quando si dice "no" a nuovi attingimenti nel territorio gualdese, a prescindere dalla società che lo chieda. Ma per fare questo non mi sono mai sentito in dovere di partecipare a dei comitati, di fare dei sit-in, di ascoltare scenziati e studiosi. So da me qual è il valore di tutto ciò e non sento il bisogno che qualcuno me lo insegni oltre (questo non è riferito a voi ovviamente). Semplicemente ho scelto qualcuno che in mia rappresentanza ufficiale ed istituzionale tuteli i miei interessi.
Credo, se posso permettermi, che nelle vostre attività ci sia qualche difetto di comunicazione quando, certi soggetti, più che nel convincere gli altri sembrano intenti ad attaccare chi non la pensa a loro modo. Spero, per tutti noi, che costoro siano alberi che, cadendo, fanno più rumore della foresta che cresce.
Infine, per Simona, devo dire che mi dispiace se non hai firmato la proposta di legge regionale ma non per la firma tua, una e pur sempre sostituibile, ma perchè dimostra ancora una volta che tutto l'affaire si dovrebbe evolvere secondo solo il vostro modo di pensare senza condividere le iniziative di altri, sempre (a mio avviso) comunque degne e lodevoli. Un po' come un muro, invalicabile al nemico ma anche all'amico.
Valeria Commento da Valeria su 28 Ottobre 2009 a 21:54
????
nadia monacelli Commento da nadia monacelli su 28 Ottobre 2009 a 23:17
Francesco scusa, ma se dici che sei d'accordo a "no" a nuovi attingimenti, ti ricordo che questo lo devi alla tenacia azione del Comune di Nocera e del Comitato Rio FErgia, perchè se non fosse per i ricorsi al TAR...ad oggi ci sarebbero altri pozzi in funzione con un'altra concessione, quindi come fai a dire "a che cosa servono i Comitati?". Non mi risulta che sia merito di NESUNA FORZA DI POLITICA se oggi tutti possiamo vantarci di masticare la fatidica frase "No a Nuovi Attingimenti". La conosci la storia dei ricorsi? Sai bene che cosa hanno fatto o non fatto o non voluto fare le varie forze politiche dei nostri terrritori? Quale è stat quella "rappresentanza ufficiale ed istituzionale che ha tutelato i miei e i tuoi interessi?" ...ecco come nasce e cresce un comitato, quando la gente non si sente rappresentata, sente i suoi diritti calpestati senza che nessuno del panorama politico (o quasi) se ne faccia carico e contemporaneamente rappresentante, perchè gli interessi in gioco sono troppo alti, troppi rischi andare contro certi poteri...
Forse è meglio smetterla di scrivere polemicamente su questo blog e sederci serenamente, ma anche seriamente, ad un tavolo per parlare di documenti, provvedimenti e leggi e la storia delle concessioni per acque minerali nel nostro territorio... ognuno di noi la pensa come vuole, ma se oggi arrivasse qualcuno a dirti che il sole gira intorno alla terra o che la terra finisce allo stretto di Gibilterra che gli diresti? Gli risponderesti che ognuno può avere tutte le opinioni che vuole, ma prima ci sono fatti oggettivi sui quali si può comunque opinare, ma solo dopo averli conosciuti e approfonditi.
Se te ne andassi a prendere i bilanci di qualsiasi azienda di imbottigliamento, gli utili che fanno, gli investimenti sui luoghi, nonchè i nomi delle società a cui indirettamente fanno capo.....forse alune zone d'ombra ti sarebbero molto più chiare. Pochi grossi nomi, forti che fanno tremare destre sinistre e suore di San Pietro....e un piccolo comitato cittadino che si è fatto conoscere all'Italia intera per aver contribuito ad una vittoria schiacciante in 7 sentenze presentate al TAR per bloccare la famosa "seconda concessione ": il Comitato Rio Fergia. Scusa la mia sarà una forma mentis fossilizzata, ma prima delle opinioni ci sono i fatti: di qualsiasi argomento si parli prima a me piace documentarmi, sapere, studiare e approfondire.....Se avessi la voglia di saperne di più senza pre-concetti e di voler conoscere tanti eventi che son successi sono sicura che qualcosa nel tuo modo di pensare cambierebbe, o forse mi sbaglio, ma almeno potresti comprendere di più le ragioni, e non i pre-concetti, per cui ci scaldiamo tanto.
simona vitali Commento da simona vitali su 29 Ottobre 2009 a 9:20
francè, credo che Nadia abbia detto tutto, purtroppo le istituzioni alle quali tu ti affidi non hanno fatto nulla per quel "no ad ulteriori attingimenti" e continuano a delegare ad altri cose che potrebbero fare in prima persona (vedi chiusura pozzi) , senza quei sit-in, senza quelle barricate, senza quei ricorsi , oggi Idrea preleverebbe tanto quanto ha fatto Rocchetta per 20 anni e senza dare nulla indietro, un danno al danno, una beffa alla beffa, come vedi menomale che esistono i comitati!!chi se ne tiene alla larga lo fa o per mancanza di tempo, o di voglia, o per quello che gli pare ma non può non riconoscere l'importanza delle azioni di chi invece , per senso del dovere, o perchè gli va, cura interessi collettivi, perchè poi alla fine, chi beneficia di quanto i comitati fanno è tutta la popolazione, anche se non lo capisce o non lo vuole capire.
se i gualdesi evssero potuto affidarsi alla politica lo avrebbero fatto, i comitati nascono quando le istituzioni o sono assenti, o curano solo gli interessi di pochi , intimi amici.
per rispondere a Fabbrizio : per me l'acqua non è una merce, ciò significa che tutti gli usi che se ne fanno dovrebbero essere regolati da servizi pubblici e non privati, compreso l'imbottigliamento, quando necessario, dico questo perchè un conto è far uso di una bottiglietta d'acqua allo stadio, un conto è berla a casa, non sarà un caso se in America la popolazione usa per il 90% l'acqua degli acquedotti pubblici, evidentemente c'è una cultura diversa riguardo l'uso delle risorse naturali.
dico in sostanza che ciò che è di tutti non può appartenere a pochi.
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 30 Ottobre 2009 a 15:01
Tanto finché non accadrà qualcosa di veramente esemplare, certa gentaglia continuerà ad offenderci disprezzando la nostra proprietà e la nostra libertà. Comunque come si dice dalle nostre parti: "Attenzione perché 'na volta curre el cane e 'na volta el lepre"

Alessandro Commento da Alessandro su 30 Ottobre 2009 a 16:36
caro Angelo sei stato molto esplicito!!!
enzo bazzucchi Commento da enzo bazzucchi su 30 Ottobre 2009 a 19:14
iocredo che nessuno mette in discusione la vostra libertà di espressione e nessuno si permette di offendere la proprietà altrui anzi mi sembraproprio ilcontrario.concludo anche io con una battutachesi dice dalle nostre parti,quanno el brodo è lungo sà d'acqua tanto per rimanere in tema.
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 1 Novembre 2009 a 21:24

Cari Alessandro ed Enzo. Lasciatemi aggiungere un'altra tradizionale espressione dialettale che si addice come le precedenti (nostre) alla "penosa" situazione:
"L'acqua chi la 'ntorbida se l'ha da bee".


Simone Cappellini Commento da Simone Cappellini su 26 Novembre 2009 a 1:16
Per Fabbrizio che diceva che lui beve quella in bottiglia con le bollicine: dai una occhiata qui. :-)
interessante anche: "dall'inizio dell'anno prossimo, i parigini potranno anche chiedere una diagnosi della rete interna del proprio edificio, per scoprire le quantità di calcio, piombo o nitrati presenti nelle tubature. Questi controlli saranno fatturati tra i 25 e i 60 euro. Un nuovo sito internet consentirà inoltre all'abbonato di controllare meglio i suoi consumi di acqua." Chissà quando lo potranno fare i gualdesi.

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