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Come molti di voi avranno sentito, è pasata nel Tg la notizia della sentenza della Corte Europea che stabilisce riguardo i crocifissi di non poterli affigere nelle aule in quanto è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".

Ma secondo voi è giusto che la nostra tradizione e la nostra storia siano cancellate in questo modo ? Secondo me tutti devono rispettare le nostre tradizione come noi rispettiamo quelle degli altri. Io mi oppongo duramente a questa decisione in quanto cattolico praticante per me il crocifisso ha un enorme valore.

Spero che anche voi siate del mio stesso parere perchè oltre che un simbolo religioso fà parte dei nostri usi e costumi. Aspeto vostri Commenti in riguardo.
Saluti Leonardo

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Sbicca Commento da Sbicca su 3 Novembre 2009 a 20:38
Personalmente sono stato a scuola con persone di altre religioni e il crocefisso non ha mai "disturbato" nessuno di loro. Accettare il crocefisso nelle nostre scuole da parte di chi segue altre religioni è un segno di rispetto verso una cultura. Così come da parte nostra accettare certe usanze, nei limiti ovviamente, togliere dei simboli che sono appartenuti alla nostra cultura non è accettare le loro usanze ma offendere le nostre. Questa decisione mi dimostra ancora una volta come ci siano integralisti islamici, integralisti cristiani e ora pure integralisti laici. Parlo di integralismo perchè, magari probabilmente esagero, ma nell'intenzione una regola simile la vedo più o meno come la distruzione dei Buddha in Afghanistan da parte dei Talebani.
La mia impressione è che chi formula queste regole lo fa più per demagogia che per bisogni reali.
Non è violata nessuna libertà, così come l'ora di religione a scuola, a me personalmente pur quando fatta da preti e sembrata più una lezione di "storia delle religioni" piuttosto che lezione di "religione cattolica" tant'è che ho imparato alcune cose anche riguardanti le altre religioni. Eppure non mi sento meno libero di altri se mi parlano di Islam o mi trovo davanti ad una statua di Maometto.
Questo è assecondare un malessere di pochi, fingendolo di molti, con la storia dell'integrazione affrontata spesso in maniera ridicola, come in questo caso...
Non è così che facilitiamo una convivenza serena tra religioni e culture diverse.
mauro mordenti Commento da mauro mordenti su 4 Novembre 2009 a 0:35
La Corte europea dei diritti dell'uomo, con questa sentenza, ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori.
In ogni caso i crocifissi da noi resteranno sulle pareti delle nostre scuole, dove sono sempre stati, così come continueremo ad avere i presepi o a festeggiare il Natale…
Perché siamo orgogliosi di questi nostri simboli e del loro significato e perché fanno parte di ognuno di noi".
Così ha commentato il senatore Roberto Calderoli...
Condivido pienamente con lui!
Simone Cappellini Commento da Simone Cappellini su 4 Novembre 2009 a 11:13
Bisognerebbe ricordare al succitato senatore tutti i valori evangelici e della cultura cristiana, come ad esempio l'accoglienza. Non si può difendere la cristianità con una mano e con l'altra malmenarla. Nè ridurre i valori a simboli e difenderli solo quando servono per la propria propaganda. O si è cristiani o non lo si è, con coerenza, e io francamente nel populismo della Lega tutto vedo fuorchè i valori cristiani.
Quindi teniamo i Calderoli di turno e compagnia bella ben lontani dai simboli del cristianesimo, a me come cristiano offende molto più la Lega, compresi questi tentativi di propaganda anche su temi così importanti da parte dei loro esponenti, che l'eventuale assenza di un crocefisso da un'aula.

In generale terrei gli "usi e costumi" lontani da questo discorso che merita ben più rispetto, altrimenti appesi alle pareti ci vorrei pure la pizza napoletana e la maglietta della Juve. Il Crocefisso sta lì non perchè fa parte degli usi e costumi o storia o tradizione nostre, ma perchè è un simbolo religioso. Non c'è alcun altro simbolo riguardante usi costumi storia e tradizione, ma solo il Crocefisso ( e nelle stanza dei dirigienti, di solito, la foto del presidente della Repubblica) e la discriminante è appunto ciò che rappresenta. Sta li perchè è un simbolo religioso, di ciò che una volta era religione di stato (rabbrividisco). Non si può ridurlo a "uso e costume" o tradizione. Più rispetto e comprensione di ciò che rappresenta, per cortesia.
Ciò premesso, io come cristiano non sarei offeso se non ci fosse nelle aule scolastiche dei miei figli. Tra l'altro il più delle volte deriso, bruciato o sostituito con il classico "torno subito".
Innanzitutto meglio tentare (io sicuramente non riuscendoci come si dovrebbe) di essere innanzitutto buon testimone di ciò che quel Crocefisso significa, e secondo logica e coerenza è quello che ci si dovrebbe aspettare dall'insegnamento dei professori presenti delle scuole che quel simbolo sostengono. Sappiamo benissimo che non è e che non potrebbe (giustamente) essere così, tranne che nelle scuole cattoliche in cui chiaramente l'indirizzo è un altro.
Chi vuole quel crocefisso è innanzitutto un buon cristiano? I tanti politici che strillano in questi giorni sono o non sono i rappresentanti di una classe dirigente sempre più lontana, nei fatti e con l'esempio dei tanti singoli, dai valori cristiani? "Ma che davero davero ?" direbbero a Roma. Mah. A leggere i giornali mi viene da "sgrullare la testa", allibito.
Stefano Ruiz Commento da Stefano Ruiz su 4 Novembre 2009 a 11:14
"una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".

La libertà di religione mi pare resti inviolata nonostante un crocifisso appeso.
Ma mi fa quasi ridere l'"educare i figli secondo le proprie convinzioni".

Quando uno manda un figlio a scuola non lo educa secondo le proprie convinzioni ma secondo quelle della scuola e dello Stato italiano. Per questo ai ragazzi si fa studiare (o si dovrebbe) la storia, le guerre mondiali, i genocidi fatti, le lotte dell'uomo, la filosofia, le lettere etc. I valori della Scuola e dello Stato Italiano sono tali proprio per la presenza della Chiesa in secoli di storia. La chiesa e la religione cristiana sono protagonisti, nel bene e nel male, di molte scelte e vicende (se non di tutte) successe in Europa.

Inoltre se fosse vero che una lezione scolastica, un simbolo in classe, o altre cose siano così incisive nella vita di un ragazzo fino a limitarne le scelte personali, allora dovremmo vedere molta meno cronaca nei titoli di giornale...

Uno stato indica dei valori cui ha fatto e fa riferimento nella sua storia.
Giampaolo Cavalieri Commento da Giampaolo Cavalieri su 4 Novembre 2009 a 12:50
Concordo pienamente con Simone e poi...Calderoli che parla dei significati del crocefisso e' veramente esilarante!!Scommetto che se qualcuno li toglieva senza dire niente se ne sarebbe accorto uno su un milione!!
Sbicca Commento da Sbicca su 4 Novembre 2009 a 14:26
Io sinceramente non mi scandalizzo se non trovo un crocifisso, può anche non esserci e non dico nulla. Mi scandalizzo se diventa una regola e se è accompagnata da certe argomentazioni. Che discorso è che va tolto perchè viene violata una libertà. Allora teniamo le aule con le porte aperte perchè sennò è sequestro di persona? Quale libertà va a togliere un crocifisso? Per noi significa qualcosa per loro magari non significa nulla. Da fastidio a chi non tollera, ma a chi tollera no. Siccome per come la vedo non tollerare un simbolo religioso è arrogante e senza senso una regola simile equivale a togliere un "problema" non a risolverlo. Così facendo, considerando dei simboli come potenziali elementi di disturbo per alcuni, non siamo poi lontanissimi dalla Cina e le posizioni prese verso i monaci Buddhisti. Credo che ancora prima di Calderoli proprio chi ha fatto una tale sentenza ha messo sullo stesso piano un simbolo religioso con usi, costumi e tradizioni. Anzi forse pure su un piano inferiore...
Uno stato laico non è tale vietando crocefissi, kippah o veli nelle scuole per non avere persone disturbate e insofferenti a tali simboli, dovrebbe piuttosto impegnarsi a farli coesistere. Tutto questo aldilà della religione che c'è stata alla base di uno stato.
Se ad accorgersi sono una persona su un milione a maggior ragione è senza senso una sentenza simile.
Pierluigi Gioia Commento da Pierluigi Gioia su 4 Novembre 2009 a 15:46
Evidentemente la Corte di Strasburgo, guidando la sua chiara campagna anticattolica, si è dimenticata che quel crocefisso non ha mai disturbato nessuno ed ha sempre accolto tutti, perché chi si riconosce, anche solo culturalmente e non sotto il puto di vista della fede o della pratica religiosa, in quel simbolo, è come se vi vedesse scritto quanto scrive l'apostolo Paolo, nella lettera ai Galati (cap.3, vers. 28): "Non c'è Giudeo, né Greco; né schiavo né libero; né uomo né donna, perché siete uno in Cristo Gesù". Come si può dire che il crocifisso discrimina o diseduca?
Queste cose venivano scritte nel 50 d.C. La prima teorizzazione "laica" dell'uguaglianza degli uomini e dell'ingiustizia della schiavitù risale alla metà del 1700. Per l'uguaglianza della donna, bisognerà attendere ancora un secolo...
Leonardo Centini Commento da Leonardo Centini su 4 Novembre 2009 a 17:57
Ma non è assolutamente vero che non gli viene poratto rispetto chiamandolo "uso e costume" perchè come ho scitto prima sono praticante e in quanto tale lo voglio. Ma non solo...il crocifisso fà parte della nostra cultura e come ho avuto modo di approfondire in clase Anche i NON CREDENTi lo vogliono...Con questo dico che oggi per caso ho chiesto ad alcuni ragazzi di altre religioni se il cocifisso a loro non dava assolutamente fastidio perchè loro lo rispettano in quanto simbolo della nostra religione.
Alessandro Commento da Alessandro su 4 Novembre 2009 a 18:24
Alcuni sostengono che uno stato laico non deve privilegiare alcuna religione e che nessuno dovrebbe esporre in pubblico i simboli della propria religione. Qualcuno vorrebbe che sia lasciata a tutti la libertà di scelta e che nelle scuole siano insegnanti, genitori e studenti a prendere decisioni per ciò che concerne la religione.
"Fa riflettere il fatto che, mentre in Italia ci si mobilita contro il crocifisso, simbolo della fede cristiana per eccellenza e segno della partecipazione di Dio alla vicenda umana, negli Stati Uniti il presidente della nazione nell'assumere l'incarico giura sulla Bibbia e invoca la bendizione di Dio sulla nazione, e questo appare normale a tutti."
La maggior parte degli italiani sono contrari alla rimozione del crocifisso dalle scuole e molti ricorderanno con nostalgia quando alle elementari pubbliche la maestra prima di inziare la lezione ci faceva dire una preghiera rivolgendosi al crocifisso sulla parete, e a nessuno veniva in mente che l'immagine del crocifisso potesse provocare traumi o far del male a qualcuno.
Si potrebbe sottolineare che in una Società in cui a Dio si pensa troppo poco, un'immagine sacra aiuta a ricordarsi che esiste Dio.
Se si toglie qualsiasi simbolo religioso è come se si fosse tutti atei. Non è da sottovalutare che la religione cristiana cattolica è tuttora quella seguita dalla maggior parte degli italiani, anche se non tutti sono assidui praticanti.
Sul problema del crocifisso si è cominciato a discutere a causa della presenza di alunni musulmani e di altre religioni nelle scuole italiane. Per alcuni sarebbe conveniente che ai ragazzi non cattolici presenti nelle scuole in Italia, come segno di rispetto per gli italiani, si dovrebbe dare la possibilità di conoscere la religione cattolica, non per imporre una religione diversa dalla loro, ma solo per far capire che vivono in un paese dove c'è una religione diversa dalla loro, e' In questo modo che sarebbero educati a conoscere e rispettare la civiltà e la cultura del popolo che li ha accolti.
Naturalmente anche gli alunni cattolici dovrebbero essere educati a prendere coscienza che esistono amici e compagni che seguono altre religioni per evitare che ci siano discriminazioni basate sulla religione.
Questo dovrebbe essere attuato in modo particolare durante l'ora dell'insegnamento della religione. Il cristiano dovrebbe portare sempre impresso nella propria mente e nel proprio cuore il ricordo di Gesù che è morto in croce per la salvezza di tutti e testimoniare con una vita "onesta e coerente" la propria fede.
Stefano Ruiz Commento da Stefano Ruiz su 4 Novembre 2009 a 18:41
In America se non ricordo male sul dollaro c'è scritto "In God We Trust". O almeno c'era scritto... Avevo visto un interessante e simpatico film su questo.

C'è da dire che, come dice Leonardo, non sono nemmeno i mussulmani spesso a prendere questa storia come un problema. A parte Adel Smith e qualche politico che vuole chiacchierare per forza, la questione non crea problemi a nessuno. Italiani, stranieri, cristiani, musulmani, atei etc...

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