Gualdo Social Network

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Come molti di voi avranno sentito, è pasata nel Tg la notizia della sentenza della Corte Europea che stabilisce riguardo i crocifissi di non poterli affigere nelle aule in quanto è "una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni".

Ma secondo voi è giusto che la nostra tradizione e la nostra storia siano cancellate in questo modo ? Secondo me tutti devono rispettare le nostre tradizione come noi rispettiamo quelle degli altri. Io mi oppongo duramente a questa decisione in quanto cattolico praticante per me il crocifisso ha un enorme valore.

Spero che anche voi siate del mio stesso parere perchè oltre che un simbolo religioso fà parte dei nostri usi e costumi. Aspeto vostri Commenti in riguardo.
Saluti Leonardo

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Ass.Culturale Arte & Dintorni Commento da Ass.Culturale Arte & Dintorni su 8 Novembre 2009 a 16:47
Il crocefisso in aula è un falso problema, nessuno ha sostenuto che dovete dimenticare di essere cristiani, anzi mi fa impressione pensare che se non vedete il crocefisso vi sentiate minacciati....
Quello che preoccupa nelle scuole sono la mancanza di studio, la scarsa cultura, la chiusura verso l'altro, i tagli, alunni quasi analfabeti ecc
la fede se c'è non ha bisogno di simboli!
Filippo Cappellini Commento da Filippo Cappellini su 8 Novembre 2009 a 18:43
Cit.

La replica di Gesù: "Non mi dimetto"
Roberto Casaglia Commento da Roberto Casaglia su 8 Novembre 2009 a 20:32
Probabilmente Arte e Dintorni non ha seguito la discussione. La fede non c'entra nulla in questo discorso e le minacce non riguardano chi va in chiesa. Sul discorso della simbologia, poi, si potrebbe aprire un altro capitolo e direi di lasciarlo stabilire a chi la fede ce l'ha se ha bisogno o meno di simboli... Ma, ripeto, in questo caso la fede non c'entra proprio niente con la questione.
mauro mordenti Commento da mauro mordenti su 8 Novembre 2009 a 21:29
In risposta a Sbicca, quello di Calderoli è il commento di oggi....la battaglia riguardo il crocifisso, la Lega l'ha sollevato in PRIMIS da qualche anno......o no....!?
mauro mordenti Commento da mauro mordenti su 8 Novembre 2009 a 21:58
Caro Marco, una volta del folclore Padano vi sganassavate dalle risate.......oggi sorridete...... il fatto è che non volete accettare il consenso ed i successi dei ministri della Lega al governo, continuate così.....la Lega ringrazia....
Sbicca Commento da Sbicca su 9 Novembre 2009 a 1:45
Mauro, non ho assolutamente attaccato Calderoli, però la Lega ne fa un argomento più politico che altro. Il mio pensiero non lo ritrovo nelle parole o negli atteggiamenti della Lega, così come in tanti pensieri di altri partiti, per il semplice fatto che a me piacerebbe molto di più che nelle scuole ci sia un confronto tra religioni, se cominciamo con i divieti allora confronto non ci può essere (sapere anche che nel Corano non ci sta soltanto "l'aquila che ogni buon islamico deve combattere" e quindi non è una guida del buon Talebano sarebbe cultura, però per certi genitori, al pari di quei genitori Islamici che non tollerano il crocifisso, sarebbe un reato parlare di Corano in classe, tanto per citare un esempio). Sia esso il divieto verso il crocifisso o verso qualsiasi altro simbolo religioso. Non sono uno contro i divieti a prescindere, ma divieti simili, ripeto, li troviamo in Cina, a Cuba e in tutti quei paesi in cui personalmente preferirei non trovarmi e credo che lo stesso discorso valga per parecchie persone. Per me Calderoli può continuare a parlare, così come tutti i politici, che tanto io idea non la cambio. Non mi ritrovo in quanto dice Calderoli perchè la sua, come quella di tanti, ho nominato Calderoli perchè è l'unico tirato in ballo, la ritengo demagogia, tutto qui, è come se uno di un qualsiasi partito che vuole andare contro la Chiesa si mette a dire che se l'Islam è così oggi è perchè ci sono state le crociate, potrà dire anche cose vere ma di sicuro non è il modo per andare avanti. Siccome siamo in un'epoca in cui la globalizzazione è una situazione centrale, per globalizzare c'è bisogno pure di trovare punti di incontro e certi divieti non credo siano utili. E certi divieti così come certi atteggiamenti non penso portino a quel dialogo che servirebbe...
simona vitali Commento da simona vitali su 9 Novembre 2009 a 8:51
sono diversi giorni ormai che seguo questo dibattito sul ning ma anche in tv e ho aspettato a scrivere perchè questo è un argomento troppo delicato per liquidarlo con slogan da titolo di giornale.
ho riflettuto molto sul significato che ha quel simbolo nelle nostre scuole, nei nostri tribunali, nelle nostre carceri, e in tutti gli altri luoghi pubblici presenti in Italia.
sono convinta che il crocefisso non rappresenti solo una confessione, alla quale ci si può sentire di appartenere o meno, in quel simbolo c'è qualcosa di molto di più: innanzitutto quella tolleranaza, quella uguaglianza, quella libertà alla quale tutti si appellano, bè, è stato proprio Gesù Cristo a sancirla 2000 anni fa, senza il Cristianesimo e gli insegnamenti del Vangelo parole come fratellanza non sarebbero esistite se non nelle intenzioni di alcuni.
alla base dei principi democratici di quella Europa che ora se ne dimentica, c'è il Cristianesimo, e la fede qui non c'entra proprio nulla.
non mi sento minacciata dalla non presenza del crocifisso nelle scuole, il mio credo non ne esce meno forte, mi sento invece "discriminata" , termine tanto caro a chi si appella sempre ai "diritti" e MAI ai doveri, mi sento discriminata in quanto europea, in quanto italiana e tutti , ma proprio tutti, credenti e non, dovrebbero sentirsi come me.
una discriminazione all'incontrario, che altro non è che intolleranza verso ciò che quel simbolo rappresenta per la maggioranza degli italiani, particolare non piccolo, in democrazia conta sempre l'opininione della maggioranza, che non significa negazione delle idee altrui ma individuazione di regole che dettano poi la consuetudine.
qui non c'entrano la religione o la razza, c'entrano le radici ed è innegabile che la popolazione italiana tutta risente in tutto e per tutto delle influenze negative o positive del cristianesimo, penso alla storia dell'arte, alle meraviglie che hanno preso vita dalle mani anche di non credenti che però hanno saputo cogliere ciò che la modernità ha dimenticato, Cristo ha dato il via a processi sociali che oggi più che mai sono attuali, penso ai cristiani perseguitati al tempo dei romani, e a quelli di oggi che cadono per mano di fanatici intolleranti ,esattamente come quelli che pretendono di azzerare la nostra storia.
chi chiede l'uguaglianza ma non la dà, chi vuole tolleranza ma la pretende a colpi di divieti ingiusti ed ingiustificati, non si batte per una cosa giusta, ma diventa esso stesso ciò che addebita ad altri.
tutto questo per dire, che come non sono d'accordo sul fatto che si debba vietare il velo nelle scuole, poichè non mi offende nè dovrebbere offendere nessun altro, così anche trovo sia sinonimo di intolleranza che il crocifisso venga tolto, a Strasburgo hanno stabilito che quel simbolo ( non solo religioso quindi) offende e discrimina chi non si sente rappresentato , io mi chiedo, se viene tolto non si rischia di offendere alla stessa maniera chi invece ci crede?
franco martinelli Commento da franco martinelli su 9 Novembre 2009 a 17:24
Simona,
è il finale che ti rende merito e rende tutto il tuo ragionamento condivisibile "io mi chiedo, se viene tolto non si rischia di offendere alla stessa maniera chi invece ci crede"?
Finchè non c'è reciprocità non ne dobbiamo proprio parlare.
Luca Fiorucci Commento da Luca Fiorucci su 10 Novembre 2009 a 11:56
Interessante intervento di Don Andrea Gallo. Lo posto interamente.

"L’Italia è percorsa dall’ossessione identitaria.
La Libertà religiosa non può non tener conto del rispetto del pluralismo.
I Padri fondatori dell’Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a “radici cristiane” nel 1950.
La loro intuizione profonda era quella, in cui si voleva unificare l’Europa, intorno all’eguale diritto di tutti e di ciascuno.
Un Europa interetnica, interreligiosa, laica.
Questa è la strada maestra. Riflettiamo profondamente, non stracciamoci le vesti. Liberiamoci da argomenti strumentali.
Il Crocifisso non è un’icona culturale.

Il Cristo Gesù per i credenti, è il Salvatore di tutti e non è sicuramente un simbolo di Divisione.
Anche il fronte “laico commetterebbe un gravissimo sbaglio, servendosi del Pronunciamento per rilanciare una incivile campagna anticristiana.
In questi giorni rispunta l’uso politico della religione cattolica e dei suoi valori. Mussolini soleva dire: “sono cattolico e non cristiano”.
Ci si butta nell’opportunità feconda per guadagnare consensi in una triste stagione dove vince la frammentarietà culturale e etica e le tentazioni identitarie. Vaghe e localistiche.
In tempi postcristiani la religione “trionfa” soprattutto come risorsa identitaria ed etica che la rende più facile preda di forze politiche che vogliono sfruttarla a proprio vantaggio elettorale.

Gesù ha voluto una comunità di seguaci inserita nella “Città” in cui sono “principi irrinunciabili” il perdono, l’amore dei nemici, il servizio agli altri, l’accoglienza, la solidarietà, l’Amore, il Martirio.
Al Cristianesimo servono testimoni non testimonial. Mi chiedo frastornato: come mai così tanto zelo nel difendere il “Crocifisso” nelle scuole non si estende ai nove milioni di poveri, ai precari, ai senza lavoro, ai “senza identità, ai senza casa, ai migranti, ai “Clandestini”, ai Detenuti, alla salute di tutti.
Credo sia l’occasione di porsi domande serie, almeno all’interno delle Comunità Cristiane. C’è autentica conoscenza del fondamento storico della Fede Cristiana in Cristo risorto?
Il Cuore del messaggio Cristiano ha ben poco a che fare con giochi di potere, interessi economici,meschinità travestite da nobili parole, impunità, arroganza,xenofobia,omofobia, razzismo.

La buona “notizia” che può destare la Fede non è affidata a un libro o una pellicola, a professioni ipocrite, ad un crocifisso, ma a Uomini e Donne in carne e ossa : è la “vita” dei Cristiani che deve essere un racconto credibile del Vangelo, un racconto che nessuna “crociata” può sconfessare.
Solamente riconoscendo la pluralità dei valori presenti anche nella Società non cristiana che si può stare nella storia e tra gli Uomini secondo lo Statuto evangelico.( I lettera a Diogneto).

Continueranno i ricorsi, le grida ,le sceneggiate.
C’è una gara per esibirsi “chierichetti” nei confronti dei Vescovi. Non ci credo proprio: l’emergenza grave non è la sentenza del “crocifisso”negato.
Nel mio iter scolastico, dall’asilo al Nautico, il crocefisso era scortato a destra dal Re Vittorio Emanuele III e a sinistra dal Duce.

L’Emergenza gravissima è la tenuta democratica del Paese intero. Termino citando un passaggio del Card. Dionigi Tettamanzi, all’Omelia del 1 novembre al Campo della Gloria del Cimitero monumentale di Milano letta dal Mons. Gianfranco Bottoni.
Parlando dell’Italia di oggi dice: “Al di là delle diverse e opinabili diagnosi, c’è il fatto che oggi molti, forse i più, non si accorgono del processo, comunque in atto, di morte lenta e indolore della Democrazia, del processo che potremmo definire di progressiva “eutanasia” della Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.”
Non mi preoccupa come finirà l’applicazione del Regio decreto del 1924 che introduceva il “crocifisso” nelle Aule scolastiche.

Vorrei mantenere lucidità di giudizio per concludere che questa sentenza può aiutare tutti a comprendere meglio i segni dei tempi, lo ripeto, in cui la difesa della libertà religiosa non può non preoccupare, con tutto il cuore laico, cristiano il rispetto del pluralismo, e soprattutto può stimolare a vincere le “paure” per affrontare una riflessione più profonda sulla convivenza tra i diversi, considerando la ricchezza, un Bene e un valore proprio questa sua alterità.
Ripartiamo da capo con Umiltà, ogni mattina, davanti alla Croce.
Il Cristiano è abitante della Polis (è un diritto, ma anche un dovere) mentre ha la Sua Cittadinanza nei cieli.
Ecco la Profezia della Fede cristiana."
Simone Cappellini Commento da Simone Cappellini su 10 Novembre 2009 a 12:27
Liberiamoci da argomenti strumentali... Il Crocifisso non è un’icona culturale...
In questi giorni rispunta l’uso politico della religione cattolica e dei suoi valori... Continueranno i ricorsi, le grida ,le sceneggiate... Il Crocifisso non è un’icona culturale.
Non mi preoccupa come finirà l’applicazione del Regio Decreto...
Al Cristianesimo servono testimoni non testimonial...

Le stesse identiche cose che ho scritto e sostentuto una trentina di interventi fa.
Solo don Gallo con parole migliori delle mie :-)
Sottoscrivo al 100% questo intervento autenticamente cristiano.

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