Ormai è un’abitudine. Per la quarta estate su cinque (solo dopo la vittoria del campionato di Promozione si trascorse un periodo “tranquillo” improntato esclusivamente sulle trattative del calciomercato) il Gualdo Calcio è sui carboni ardenti. E, con il caldo di questi giorni, non è certo una bella situazione…
Il Consiglio Direttivo, nei giorni scorsi, si è dimesso in blocco. “Una decisione irrevocabile – recita un comunicato dei dirigenti biancorossi - peraltro coerente con gli impegni presi a luglio 2008, che nasce dalla convinzione che, per ridare slancio e prospettive, è indispensabile un ricambio dirigenziale che garantisca una programmazione di medio lungo periodo (…) In assenza di contatti o di manifestazioni di interesse concrete ogni decisione verrà rimandata alle deliberazioni assembleari (previste per i primi di luglio, ndr), ivi compresa la valutazione delle compatibilità economiche per la prosecuzione dell’attività agonistica per la stagione 2009/2010.”
In altre parole, se nessuno busserà alla porta della sede di Largo Angelo Barberini, il Gualdo Calcio non si iscriverà al campionato di Eccellenza (la scadenza non è stata fissata dalla Figc, ma generalmente i termini cadono nei primi 10-12 giorni di luglio) e, stavolta, non ci saranno paracadute di sorta come tre anni fa, quando si ricominciò dalla Promozione. Stavolta il Gualdo Calcio sparirà sul serio.
La crisi economica si sta facendo sentire, ma non credo che sia questo il motivo (o almeno, non l’unico) del disinteresse intorno alla massima società calcistica della nostra città. Altrimenti non si spiegherebbe come altre società gualdesi, sia di calcio che di altre discipline, seppur tra mille difficoltà, non solo vanno avanti, ma addirittura vincono i campionati e si sentono pronte ad affrontare le categorie superiori. Segno che questi sodalizi riscuotono fiducia tra gli sponsor e che qualche soldo (seppur poco) ancora circola.
La caduta dai professionisti evidentemente non è stata completamente smaltita. Il non poter competere quantomeno per un campionato di medio-alta classifica ha probabilmente allontanato la gente dallo stadio Luzi e con essa anche quella parte di mondo imprenditoriale che, anche prima dell’era Tagina, era stato comunque sempre vicino al Gualdo, garantendone la prosecuzione dell'attività.
La “cordata” che si era formata all’indomani della cancellazione della SS Gualdo e che con notevole sacrificio ha portato avanti la società in questo triennio ha perciò deciso di mollare. “Non esistono le più remote possibilità di una nostra partecipazione alla società nel 2009/2010” hanno già fatto sapere Emilio Codignoni e Antonio Levato, due tra i dirigenti di riferimento del Gualdo. Lo sfogo continua con la presa d'atto di un disinteresse pressoché totale del mondo economico locale e delle istituzioni: "C'è stata ostilità, spesso miope, anche da parte di soci, nei confronti di chi, pur sicuramente sbagliando, ha sostenuto grandi impegni economici per garantire continuità. Tutto questo ci fa pensare che il futuro del Gualdo Calcio sia legato ad un filo molto esile", anche se, hanno aggiunto, i due garantiranno un loro personale contributo alla prima squadra "solo a fronte di una cordata affidabile" e in ogni caso ci sarà un sostegno al settore giovanile. Già, il settore giovanile. In quest’ultimo periodo c’è stata una crescita notevole sia nel numero delle iscrizioni che dal punto di vista qualitativo. Da quando il Gualdo è ripartito ha ottenuto quattro successi (due con la Juniores e due con gli Allievi) e l’anno prossimo due delle tre squadre biancorosse (Juniores e Allievi) disputeranno il massimo campionato umbro, con i Giovanissimi (che peraltro si sono comportati benissimo nel loro torneo di appartenenza) che hanno notevoli chances di ripescaggio nella categoria regionale. Il lavoro, appena ricominciato, sta iniziando ad ottenere frutti concreti e un progetto serio, sempre a livello giovanile, è già in cantiere, così da far diventare Gualdo un punto di riferimento per tutta la fascia appenninica.
Malauguratamente però, qualora il Gualdo non dovesse iscriversi, questo patrimonio, faticosamente ricostruito dopo la diaspora del 2006, rischia seriamente di andarsene un’altra volta in frantumi.
Per questo è d’obbligo un appello alle forze economiche gualdesi che hanno a cuore le sorti non solo sportive ma anche sociali della nostra città. Le cifre da apportare non sono considerevoli, in questo momento poco conta se la prima squadra sarà più o meno competitiva (ma puntando ad esempio sui giocatori gualdesi in giro per l’Umbria e non solo si potrebbe già allestire una rosa di buon livello). Ciò che conta è che il Gualdo riesca a sopravvivere, per continuare soprattutto l’ottimo lavoro del settore giovanile, che dovrà in pochissimo tempo diventare il serbatoio della prima squadra e formare, oltre che dei giocatori, soprattutto degli uomini.
Altrimenti, come hanno sottolineato Codignoni e Levato, “non resta che augurarsi un intervento di finanziatori non di Gualdo, con i rischi che conosciamo.”
Speriamo bene.
Etichette: calcio, gualdo, sport
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