
Quasi 500 iscritti in neanche 36 ore. Potenza di Facebook, o meglio: fascino di un mito.
Il Papillon, la discoteca che ha fatto epoca non solo a Gualdo ma in tutta l’Italia centrale, chiusa ormai da diverso tempo, rivive tra il popolo di internet che subito ne decreta nuovamente il successo. Il
fan club è stato subito preso d'assalto non soltanto con semplici iscrizioni, ma con commenti, foto, storie. Una sorta di magazzino dei ricordi, a confermare che quel locale non è stato semplicemente una discoteca, ma un punto di riferimento per diverse generazioni e un pezzo di storia della nostra città che, purtroppo, non c’è più. E ci manca. Manca a chi l’ha conosciuto e frequentato, ma credo manchi anche a molti ragazzi di oggi che il sabato sera, se vogliono raggiungere un locale, devono per forza di cose mettersi in macchina, trovando poi difficilmente un ambiente che li faccia sentire veramente a casa loro come riusciva al Papillon. Perchè la forza di quella discoteca, nei suoi tempi migliori, non risiedeva tanto nella buona musica o nell'ospitata, quanto nell'essere un punto di riferimento e un ambiente da cui non si poteva prescindere per incontrarsi.
Questa è, in breve, la storia del Papi (termine ante litteram...:-)).
Nel 1976 apriva a Gualdo Tadino una delle discoteche destinate ad entrare nel mito dei locali da ballo non soltanto umbri, ma di tutta l’Italia centrale.
Quando Fausto Pecci, Angelo Luzi e i fratelli Gianfranco e Guglielmo Petrelli inaugurarono quella che era la seconda discoteca realizzata in Umbria dopo il Quasar di Ellera, non pensavano certo di creare un habitat per diverse generazioni, un posto dove i giovani potevano finalmente affermare la propria identità. Era una intuizione, un cogliere al volo la contemporaneità, che si trasformò ben presto in un grande successo.
Lì suonarono gruppi e cantanti che hanno fatto la storia della musica italiana e non solo. Per citarne solo alcuni, Pooh, Nomadi, Renato Zero, Antonello Venditti, Franco Califano, Fabio Concato, il Banco, Alan Sorrenti, gli “spaziali” Rockets. Per non parlare dei vari artisti dello spettacolo: il compianto Gigi Sabani, Gigi e Andrea, Zuzzurro e Gaspare, Massimo Boldi, Ezio Greggio e tantissimi altri.
Il Papillon ha avuto come “d.j. resident” e come “special guest” il gotha delle consolle italiane: Franco Moiraghi, che proprio nel locale gualdese iniziò la sua brillantissima carriera di disc-jockey e produttore, Marco Trani, Luigi Guida, Alex Natale, Stefano Noferini, Francesco Zappalà, ecc.
Il Papillon fece furore dal 1976 al 1984, raggiungendo il massimo della popolarità nel 1982, quando partecipò alla trasmissione Rai “Discoteca Festival”, una sorta di campionato tra le più importanti dance-room italiane, raggiungendo addirittura il secondo posto dietro al mito assoluto dei locali da ballo: il Piper di Roma. Quel successo accrebbe ancora di più la notorietà della discoteca gualdese, tanto che fu più volte scelta dalla Rai per registrarvi al suo interno svariati programmi musicali.
Per dieci anni il locale fu un autentico punto di riferimento per tutta l’Italia centrale, da Roma a Firenze a Rimini. Un notevole riscontro ebbe anche un disco prodotto dalla “Papillon Records”, l’etichetta discografica creata sulla fama del locale. Il singolo “Hey Everybody” dei Cinnamon (mixato da Franco Moiraghi), tuttora reperibile in diverse aste di e-bay, raggiunse la vetta della classifiche dance italiane ed europee.
Il Papi non c'è più, ma dentro di noi che l'abbiamo vissuto resterà per sempre. Perchè i miti non muoiono mai.
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