Gualdo Social Network

www.tadinates.it - Rete Sociale della comunità di Gualdo Tadino

Siamo agli inizi della Campagna Elettorale, e nei progammi dei Candidati Sindaci, ci sta scritto APRIAMO LE CAVE.
Mi sembra che senza l'apertura delle Cave non si possa andare avanti, eppure i Comuni che non hanno le Cave, il Bilancio lo chudono comunque, anzi forse meglio, di noi.
Qui prendiamo scusa che Silvio Berlusconi, ha levato l'ICI sulla prima casa, e non ci sono più i soldi-MANNAGGIA.
Per fare una breve storia devo dire, che a Gualdo dopo il Terremoto sono arrivati moltissimi aiuti economici, e di denari ce ne sono stati abbastanza, però, come diceva un' Assessore a Palazzo Mancinelli, nell' estate del 2007, non si sa dove sono andati a finire.
Se lo afferma un' assessore figuriamoci noi, cosa dobbiamo dire.
Era venuto li per le Cave, che pare il suo partito, non le voleva aprire, però a quel punto e sorta una grande bagarre, fra i Politici e alcuni abitanti di Palazzo, e sono volati insulti, e parole GROSSE, che parevano ululati de LUPI AFFAMATI.
Io un' idea l'avrei, dopo che i monti a noi tanto cari, non ci saranno più, e a loro posto si vedrà una grande pianura, si potrebbe fare un' AEROPORTO, come a chiesto qualcuno su Blog di ALLEGRACOMBICCOLA.net, di oggi.
Poi a volerlla dire meglio, visto che nelle vicine Marche, si prospetta di cavare il materiale facendo una Galleria, per non rovinare il paesaggio, della Gola della Rossa, anche da noi si potrebbe fare altrimenti, così. quando andiamo al mare, in un attimo siamo a Cacciano o a Belvedere e il turismo avrà uno sbocco.
Tanto l' Ancona -Perugia si farà fra 50 anni, la Nuova Flaminia idem, e del raddoppio della Ferrovia, manco a parlarne.
L'acqua dopo questo sfacelo ce la porteranno con l'autobotte, magari quella della Branca, come nell'estate del 2007, e così i signori POLITICI, avranno soddisfatto i loro desideri.
Grazie a TUTTI.

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Alessandro Commento da Alessandro su 29 Gennaio 2009 a 20:41
e' veramente triste pensare che tutti i politici(indistintamente)vengono alla carica con promesse e discorsetti autoconvincenti sempre e comunque prima delle elezioni!!!
adesso sono tutti bravi a parlare cave,acqua,sociale e chi piu' ne ha' ne metta!!!
QUANTO PUO' TIRARE UNA MISERA POLTRONA!!!
E' SCONVOLGENTE CHE A GUALDO CONTINUIAMO A CREDERE A TUTTE QUESTE BELLISSIME FAVOLE!!!
SERVONO I FATTI SOLTANTO QUELLI! NON LE BELLE PAROLINE MESSE IN FILA X PRENDERCI X IL C..O!!!
SCUSATE TANTO X LO SFOGO MA ULTIMAMENTE NE HO VISTE E SENTITE TROPPE!!!
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 30 Gennaio 2009 a 4:22
Collina della Vaccara Svendesi...Offerta speciale : 5 milioni di metri cubi di materiale al modico prezzo di nemmeno due milioni di euro. Siori e siore...fatevi avanti... Il comune di Gualdo potrebbe guadagnare ben 240 milioni di euro vendendosi la collina della Vaccara ma preferisce accontentarsi di qualche briciola....Avanti siore e siori ....breccia praticamente gratis...ma non per tutti ...e già perchè la breccia sarebbe gratis per tutti se il comune se la facesse pagare il giusto da coloro ai quali la vorrebbe vendere.
enzo bazzucchi Commento da enzo bazzucchi su 30 Gennaio 2009 a 7:54
la domanda nasce spontanea come diceva lubrano,,ma se noi non sfruttiamo quello che il territorio ci dà,cosa mangiamo?cosa diamo d mangiare ai nostri figli? guard caso,qualche km più in là cè una ditta che guadagna un sacco de soldi,ma d dà magnà ad un sacco de famiglie,ha portato il volley femminile in serie a con un ritorno di immagine non indifferente, ancora cè qualcuno che intigna a dire questo nò quello nò quest'altro nun va bene quell'altro manco.io ripeto e ribadisco,se le cose sono fatte con criterio conunserio ritorno economico per la città,nò una cava,ma 100cave.il problema è sempre lo stesso,per il motto fate quello che volete,ma nò vicino a casa mia.
giampaolo tozzi Commento da giampaolo tozzi su 30 Gennaio 2009 a 10:43
Il Comune con tutte le assunzioni che si accinge a fare o per meglio dire a stabilizzare tutti i precari che da dodici anni sono tali,con un capo mastro minatore potrebbe gestire in prima persona o con una municipalizzata le cave che intende aprire facendo si mangiare delle famiglie ma avendone anche una ricaduta economica non indifferente(240.000.000 di € come dice Angelo)sara troppo difficile fare una cosa intelligente o c'è qualcuno che aspetta con le fauci aperte per mangiarsi tutto allora si devono dare solo le autorizzazioni?Magari qualcuno si lecca le dita visto che il barattolo del miele si apre?Sono domande che chiunque si dovrebbe porre,per cercare di capire cosa succede in certi ambienti delle amministrazioni locali non solo la nostra visto che abbiamo quotidianamente delle prove di truffe e concussioni in tutta Italia.
NB: FORSE E' ORA DI APRIRE GLI OCCHI CHE NE PENSATE?

QUANTO SONO BELLE SONO PROPRIO UNA ATTRATTIVA TURISTICA SI MA COME DISASTRO AMBIENTALE.
giampaolo tozzi Commento da giampaolo tozzi su 30 Gennaio 2009 a 10:53
SEGUE La Costituzione Italiana all’art. 9 “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”, ma a quanto pare, negli ultimi cinquant’anni, molti amministratori pubblici hanno dato dimostrazione di non conoscere questo importante dettato costituzionale. Il fatto che a distanza di anni dal Piano Regionale e dal Programma Provinciale si debba arrivare ancora ai sequestri è sintomatico di una trascuratezza amministrativa, a tutti i livelli, e di un probabile strapotere delle lobby imprenditoriali che riescono a condizionare la vita di interi paesi. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che il materiale serve, che case e strade sono necessarie, ma a questi ricordiamo che , ancora oggi, non esistono dati oggettivi sulle reali necessità di materiale di questa provincia o di questa regione: i dati su cui sono stati elaborati i piani e previsti i trend evolutivi, sono stati forniti dalle associazioni di categoria. Chi scava dice anche quanto occorre scavare!

Permetteteci quindi di nutrire un qualche dubbio sulla razionalità delle premesse su cui poggia l’intero settore. Ancora oggi c’è da capire se si scava per realizzare opere necessarie o si realizzano opere, anche inutili, per mantenere in piedi il bussines. Decine di milioni di euro l’anno! C’è da inorridire se si pensa che presto le nostre montagne, le nostre campagne verranno cancellate per trasformarsi in pedemontane o intervallive, Progetti d’Area Vasta (Quadrilatero) o in decine di capannoni vuoti come quelli che caratterizzano molte delle nostre vallate. Tutti progetti di cui la gente comune non ha mai sentito il bisogno; che dire poi dell’abnorme incremento delle aree residenziali, che non risolve il “problema casa” per i detentori di bassi redditi, ma serve come valvola di sfogo per gli investimenti speculativi. Un tipo di sviluppo, insomma, che divora il territorio, non offre prospettive per il futuro, ma che di sicuro porta soldi nelle tasche dei soliti ignoti.
Non è infatti la prima volta che Carabinieri e Procura si trovano costretti ad intervenire per verificare la legittimità o meno di progetti di messa in sicurezza, coltivazione o ripristino di cave. E’ vero, il comparto delle attività estrattive rappresenta una realtà economicamente strategica sia a livello locale che nazionale, ma questo non significa che la tutela dell’ambiente e degli interessi diffusi, cioè quelli delle comunità, debbano essere trascurati. Ricordiamoci che una montagna mangiata dalle ruspe non ricresce ed è come distruggere un monumento storico realizzato milioni di anni prima.
Eugenio Viventi Commento da Eugenio Viventi su 30 Gennaio 2009 a 11:43
Caro Enzo Bazzucchi, voglio farti notare, che se il progetto va avanto così, di sicuro sparirranno le sorgenti di Palazzo Mancinelli e di Vaccara, che alimenta quasi tutto il territori del Comune di Gualdo Tadino.
Io ho quasi 59 anni, quidi di cave aperte nella mia Frazione ne ho viste fin troppe, e sono stufo di vedere la sfila ti Camion, che specialmente quando piove imbrattano le strade ci infangano a no ed i nostri mezzi, quando passiami di lì.
Quando ci sta il bel tempo e tira il vento, il polverone arriva giù in paese e inbiaca tutto, noi , la Campagna e le nostre abitazioni.
In merito alle assunzioni fatte ultimamente, devo fare alcune osservazioni: prima di procedere a tale evento, bisognava fare i carichi di lavoro Ufficio per Ufficio, a quel punto si sarebbero accorti che erano troppi quelli che ci lavoravano.
Per farti comprendere meglio, ti dico che io ho lavorato 20 anni agli uffici delle Officine Grandi Riparazioni di Foligno, e quando mi hanno mandato lì, anno 1980, gli impiegati erano 64, e quando sono andato in pensione, eravamo 17.
Quindi per mantenere tutto questo organioco in Comune bisogna per forza fare la CACCIA alle STREGHE, i cittadini devono esserre vessati con: Passo Carrabile, Abitabilità, ICI, Pagamento dell' Immondizia sui Soffitti delle Abitazioni, e in più, per fare i controlli predonio, Ditte private come la Ser-com di La Spezia, e ultimamente, la Bedei Tributi di Forlì.
Concludo dicendo che negli anni 70, il personale del Comune era di meno rispetto ad oggi, perchè vi erano altre incombense da svolgere, cioè Mettezza Urbana e Acqedotti.
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 30 Gennaio 2009 a 11:45
Voglio precisare che io parlo riferendomi a tutte le situazioni del genere (inclusa la mia).
Quando si incide così visibilmente sul territorio, i comuni (e non soltanto i privati che ne hanno diritto) devono pretendere il giusto corrispettivo per poter provvedere al pagamento degli stipendi dei propri dipendenti (e delle altre necessità amministrative) senza ricorrere a balzelli come quelli che stiamo osservando in questo periodo; irragionevolmente gravanti su cittadini che hanno già gravi problemi finanziari da risolvere.
enzo bazzucchi Commento da enzo bazzucchi su 30 Gennaio 2009 a 14:08
è quì caro eugenio che casca l'asino,noi dichiariamo a cielo aperto che bisogna cambiare,bisogna stare a passo con i tempi,che i tempi sono cambiati,però facciamo ragionamenti vecchi di chissà quanti anni,facciamo paragoni con il tempo che fù.io invece credo che dobbiamo cambiare radicalmente pensiero che dobbiamo vivere con quello che attalmente abbiamo,anni addietro abbiamo vissuto per quello che era ora dobbiamo vivere per quello che è,più andiamo avanti e più sarà difficile sfamare le nostre famiglie,quindi ci dobbiamo inventare nuovi lavori,nuovi posti di lavoro che stanno al passo con i tempi,non ci possiamo più permettere di dire d'estate i camion me impolverano casa quindi nun ce devono passà a prendere la rena/b>e scusami la frase.dobbiamo invece pensare che un camion de rena,ha il suo valore,l'autista ,è un posto di lavoro.ok deturpa la montagna,ma di che cosa dobbiamo vivere?
Roberto Casaglia Commento da Roberto Casaglia su 30 Gennaio 2009 a 14:26
Ma perchè se le cose sono fatte bene si deve per forza di cosa deturpare?
Ma come è messa oggi Cava Bologna l'avete vista? Non è uno scempio ambientale?
Il discorso è molto ma molto delicato, non si può secondo me ridurre a "cave sì" o "cave no". Il dato di fatto è che nel nostro comune ci sono ferite enormi nel territorio e, teoricamente, un ripristino controllato non potrebbe fare che bene al territorio e alle casse del comune.
E sottolineo il "teoricamente". Poi dalla teoria bisogna passare alla pratica ed è lì che una buona amministrazione deve essere brava nel saper tutelare i cittadini e il suo territorio.
Massimiliano Mariani Commento da Massimiliano Mariani su 30 Gennaio 2009 a 14:41
Ho già espresso il mio pensiero altre volte...
No a 1000 buchi sul monte... incotrollati...
Si ad uno o due siti, e cava Bologna è l'ideale...
Iniziativa pubblica con il coinvolgimento degli operatori locali...
Progetto sotto il controllo pubblico, che faccia entrare nelle casse comunali introiti per la collettività... con un occhio di riguardo anche per quelli più penalizzati (Vaccara o Palazzo-?-)
Se c'è da ripristinare qualche "scempio" che si faccia... ma con criterio...
Chi ha fatto il furbo o continuerà a farlo... che paghi come si deve!!!
Per il resto... questa città di qualcosa dovrà pur vivere...
Basta usare un pò di "testa" e controllare con fermezza...
Sempre nell'interesse della collettività e non di pochi...

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