Gualdo Social Network

www.tadinates.it - Rete Sociale della comunità di Gualdo Tadino

Chiedo scusa al blog se utilizzo ancora un post non per dare una notizia ma per chiedere spiegazioni di un fenomeno, penso, singolare, che probabilmente sarà già stato trattato a livello di informazione locale ma che, sinceramente, mi sono perso. Ho notato (visto che abito proprio al di sotto) che le due pale eoliche di cima Mutali sono praticamente ferme da un lungo periodo, almeno dall'inizio di questa estate. Chi sa il motivo? Un guasto? Un malfunzionamento?
Grazie

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Francesco Cioli Commento da Francesco Cioli su 1 Ottobre 2009 a 16:30
Credo che ci sia di mezzo qualche ricorso di qualche associazione "ambientalista", almeno così mi hanno detto...
Tanocanario Commento da Tanocanario su 1 Ottobre 2009 a 16:44
Come dimostrato da un programma su LaSette dello scorso inverno in Calabria questa è una situazione normale.
Gli impianti idi energie alternative vivono di contributi pubblici (certificati verdi o giù di li) e, in alcuni casi, non hanno quindi bisogno di funzionare.
Su cosa succede a Fossato comunque non lo so.
Massimiliano Mariani Commento da Massimiliano Mariani su 1 Ottobre 2009 a 18:39
Si vocifera (ma prendetela per voce) che è saltata la ditta che gestiva i due mostri!!!
Anche a Scansano in Toscana... sono ferme da un pò di tempo...
Pierluigi Gioia Commento da Pierluigi Gioia su 2 Ottobre 2009 a 15:27
Ma non è stata approvata dal consiglio comunale di Gualdo Tadino una mozione per la costruzione di un nuovo parco eolico a poca distanza dalle pale di Fossato? Da una parte si chiude e a duecento metri si ricostruisce?
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 2 Ottobre 2009 a 18:36
Allora cari miei.
Le due pale di Fossato furono messe lì quasi per dispetto contro ogni ragionevole suggerimento (già da allora fornito dal sottoscritto al Sindaco di Fossato che pur essendo ingegnere elettronico non si rese conto della necessità di installare delle macchine di altra natura,con inverter, e non dei relitti che in ordine alle previsioni, sempre del sottoscritto si sarebbero rotte dopo pochi anni. Comunque i soldi del cip 6 i soliti "ignoti" se li sono intascati ed ora dopo la sconfitta al TAR di anno scorso, tutto rimane fermo e sembra riemergere il solito "tormentone " del parco di valmare, che è peggio di quello di cima mutali).
Ciò che dobbiamo comprendere è che se decideremo (perché dovremo deciderlo insieme) di installare dei generatori, ciò dovrà avvenire in maniera tale da non consegnare l'ultima ricchezza che ci rimane ai soliti usurpatori.
La musica è sempre la stessa (ormai pure stonata) : "L'iniziativa di gente del luogo viene snobbata, mentre chi viene da fuori trova la chiave delle porte della città consegnata con enfasi sopra un morbido e vellutato cuscino scarlatto"(acqua, cave, energia, terreni).
Per la mia modesta esperienza si sono dimostrati tutti molto ma molto scorretti, a partire dai livelli di governo centrale, passando per quello regionale fino alle amministrazioni comunali. Questa è la ragione e la natura della crisi economico finanziaria: La scorrettezza di chi ha responsabilità di governo verso la popolazione. Una popolazione che non vuole più essere imbrogliata e che prima o poi, diventando consapevole della VERITA', si riprenderà la propria LIBERTA'.
Pierluigi Gioia Commento da Pierluigi Gioia su 2 Ottobre 2009 a 19:20
Hai, quindi, notizie certe sul fatto che siano guaste. MI pare di capirlo.
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 2 Ottobre 2009 a 19:33
Ciao Pierluigi.
Ufficialmente sono solo ferme per difetto di funzionamento che data la qualità delle macchine è comprensibile oltre a risultare prevedibile già 15 anni fa ed esistono documenti scritti da me presso la Regione Umbria, e presso sedi ministeriali oltre che nei comuni di Fossato e di gualdo Tadino (per non parlare di altri comuni umbri e marchigiani) con cui si denunciava l'inidoneità tecnica dell'iniziativa.
Poi penso (ma questo lo penso io dato che ormai da quante ne ho viste sono pure diventato "sospettoso in merito") che il fatto del malfunzionamento si voglia utilizzare per favorire una sostituzione delle macchine con modelli più moderni che però come gli altri non porteranno nessun significativo guadagno alle popolazioni locali.
Se ti va di cercarla, c'è una sentenza del TAR Umbria del luglio 2008 (mi sembra a memoria) che sancisce l'inestendibilità del parco oltre gli attuali limiti e proibisce varie altre cosucce . Chi la trova per primo la pubblica se ti va.
Saluti.
Massimiliano Mariani Commento da Massimiliano Mariani su 3 Ottobre 2009 a 0:54
Angelo sul rischio di un nuovo forestiero pronto a sfruttare le nostre risorse e lasciare solo briciole... se non ingenti danni, mi trovi pienamente d'accordo... se deve esser fatto sto parco eolico deve esser fatto con evidenti riscontri per la comunità locale... ma questo sono certo che non potrà mai accadere... vuoi perchè la normativa non è in mano alla comunità locale... ed eventuali introiti casomai saranno regionali come per l'acqua... e vuoi perchè chi è pronto ad investire non lo fa certo per farti un piacere...
Resta il fatto che se sul nostro appennino permetteremo di dare il via ad un maxi-eolico "diffuso"... non faremo altro che distruggere un paesaggio ed una bellezza naturale che può invece rimanere un valore aggiunto anche per l'economia della comunità...
Ripeto i crinali dell'appennino non sono il posto ideale dove impiantare le pale eoliche attuamente in produzione...
forse con nuove tecnologie potrà esser diminuito l'impatto visivo ed ambientale...
due pale su cima mutali (che comunque mi fanno skifo) al limite possono sembrare due croci che giranno... tante pale in un contesto non urbanizzato crearanno un "campo santo", non solo dal punto vista visivo...

Questa estate ho avuto modo di vedere due parchi eolici: uno in pianura non molto lontano dal mare... in puglia, in prossimità dell'autostrada e di un area edificata... devo dire che con sincera sorpresa non mi è dispiaciuto...
l'altro sui crinali delle colline toscane (a Scansano e per di più ferme)... un autentico cazzotto in un occhio...
In conclusione non credo che l'Umbria sia un posto per le mega-pale, ne in pianura (ce n'è poca o con poco vento) e tanto meno in montagna, dove il vento abbonda, ma il valore aggiunto è quel paesaggio "selvaggio"...
Prima di prendere un' eventuale decisione è bene rifletterci e valutare dove l'ago della bilancia pende in maniera significativa... se molto più vantaggioso o molto più disastroso...
E' bene parlarne... anche con la popolazione, prima che nascano nuovi comitati di salvaguardia del territorio... e magari aspettare nuove tecnologie efficaci e poco impattanti... e spingere su una normativa che porti evidenti riscontri per la popolazione locale...

Sulle pale di cima mutali la voce che mi era giunta diceva che praticamente è saltata la ditta che le gestiva, un' altra più grande la doveva acquisire a patto che ci sia stata la possibilità di ampliare il parco con nuove macchine... e così via... e forze le pale di cima mutali ora sono ferme anche per comodità...
Angelo Gaudenzi Commento da Angelo Gaudenzi su 3 Ottobre 2009 a 1:24
Ciao Mariani.
Finchè un'iniziativa economico imprenditoriale ènelle mani di chi vive nel luogo in cui essa si sviluppa, tale iniziativa sarà considerata umana ed ammissibile. Per l'eolico vale la stessa cosa. Per le nostre zone, da anni e dappertutto nei convegni ho sempre proposto poche macchine a giusta distanza dalle abitazioni (ma per es andrebbe bene metterne qualcuna vicino alle fabbriche data la compromissione del posto e la funzionalità dell'allaccio alla rete) cercando di salvare i monti (anche perchè trasportare l'energia ha un costo e più lungo è il cavo più la convenienza (in relazione alla maggior ventosità che non sempre è appurabile dato che da noi spesso il vento è piu forte a valle che in montagna) diminuirebbe.
Ora il quid diventerebbe questo: Supponendo di essere daccordo per l'installazione di poche macchine, chi dovrebbe installarle e chi beneficiarne?
Guarda cosa sta accadendo in Svezia.

http://www.viadalvento.org/estero/il-volto-disumano-dell%E2%80%99energia-eolica-svedese/

Massimiliano Mariani Commento da Massimiliano Mariani su 3 Ottobre 2009 a 2:07
Angelo questo è un ottimo articolo di riflessione e va diffuso integralmente... un pò lungo ma vale la pena leggerlo...

IL VOLTO DISUMANO DELL’ENERGIA EOLICA SVEDESE
di Peter Skeel Hjorth
giornalista, portavoce di EPAW per la Scandinavia

Dopo la Conferenza dell’ONU sul clima svoltasi a Copenhagen nel dicembre scorso nuovi sogni da superpotenza hanno preso piede in Svezia,che dal primo luglio ha assunto l’incarico della presidenza dell’UE. Ora soffia un nuovo vento in Svezia, questa volta porta sogni da superpotenza nel settore dell’energia che dovrebbero sollevare il paese a nuovi livelli politici, economici e commerciali.
Argomento centrale per il riarmo energetico svedese è l’energia eolica al costo di 180 miliardi di corone svedesi (SEK) per le sole turbine. Bisognerà inoltre spendere soldi per l’idroelettrico per altre forme di energia da mettere in funzione per sostituire i parchi eolici quando il vento non soffia. Si aggiunge la spesa per allargare e rinforzare la rete elettrica, costruire le strade d’accesso e altre infrastrutture, più il costo finanziario e altri ancora. Tutto compreso si arriva alla astronomica somma di 500 miliardi di SEK (47 miliardi di Euro) entro il 2020.
Questa aspirazione lascia di stucco in un momento in cui emergono costantemente dubbi sulle qualità dell’energia eolica. E come se non bastasse, si è venuti a sapere che la mappa del vento preparata dall’Università di Uppsala, causa dell’euforia nell’ambiente “pro-eolico”, nel 2006 e riveduta nel 2007, si è rivelata eccessivamente ottimistica. Il vento non soffia tanto forte come annunciato dai computer dell’Università.
“Noi Moderati ci serviremo dell’UE per dare forza alla Svezia in Europa e l’Europa forte nel mondo” ha dichiarato il Primo Ministro Fredrik Reinfeldt in un proclama di una intera pagina pagata nell’imminenza delle elezioni europee. Alcuni giorni più tardi il Partito dei Moderati suggeriva in una sua relazione di dare un forte impulso all’energia nucleare, perchè la Svezia possa esportare elettricità ai suoi vicini nell’est, allo scopo di ridurre al minimo le emissioni di CO2 e il consumo del greggio in quei paesi.
Ma la Svezia ha un governo di coalizione e non è stata presa alcuna decisione su un’eventuale espansione dell’energia nucleare. Tuttavia, la Coalizione è d’accordo di sostituire gli impianti nucleari esistenti con nuovi più moderni, man mano che essi diano segni di vecchiaia.
“L’energia eolica può sollevare la Svezia” era il titolo clamoroso di un articolo-dibattito nel giornale Aftonbladet del 3 febbraio firmato dal segretario generale della Società per la Protezione della Natura, dal direttore della statale Agenzia Svedese per l’Energia, dal presidente della Vattenfall Norden e altre tre personalità del mondo svedese degli affari con interessi nell’energia eolica. Gli autori sostengono la politica energetica dell’UE. Dicono che in Svezia l’energia eolica creerà posti di lavoro, produrrà energia pulita, con la sua esportazione entreranno nuovi capitali e ne beneficerà l’ambiente.
Scrivevano ancora: “Le autorità dovrebbero dare il loro contributo con una efficiente procedura di approvazione; il Governo e il Legislatore con regole chiare; accordi dovrebbero essere avviati con altre nazioni disposte ad acquistare l’efficiente energia eolica dalla Svezia; ma in primo luogo dovremmo costruire l’infrastruttura per un sistema sostenibile di distribuzione dell’elettricità.”
L’articolo e quelli che seguirono dimostrano oltre ogni dubbio gli enormi interessi coinvolti nell’energia eolica in Svezia. La società parzialmente statale Vattenfall è pronta a investire miliardi nell’energia eolica britannica ed ha offerto circa 600 miliardi di SEK a una società inglese che ha ottenuto un permesso di costruire alcuni impianti eolici nel Galles, uno nel mare e cinque sulla terraferma, dove la popolazione protesta fermamente; una situazione simile a quella che si trova in varie zone svedesi.
In Svezia, il dichiarato scopo del Governo col pieno appoggio dell’Agenzia Svedese per l’Energia, è di produrre 30 TWh di elettricità con 6000 turbine entro l’anno 2020. Il gruppo verde-industriale vuole raddoppiare tale quantità. Lo scopo ultimo dell’industria eolica non è di cambiare il clima, ma di ottenere profitti su scala mai vista prima. Per l’uomo della strada l’energia eolica sarà un affare molto costoso. Il singolo contribuente svedese dovrà in futuro mettere in conto fortissime spese extra per l’elettricità.
L’energia eolica dividerà la popolazione in due gruppi – una piccola minoranza diventerà ricca grazie agli impianti eolici nati col sussidio e la vasta maggioranza che diventerà più povera per pagarne le spese. Inoltre molti perderanno una parte importante dei loro risparmi, quando gli impianti si trovano nelle vicinanze delle loro case, il che diminuisce il valore della proprietà.
Società di elettricità di tutte le grandezze si sono buttate con energia mai vista e avidità sul vergine mercato svedese. Negli ultimi due anni i paesi con molto vento sono stati oggetto di un bombardamento a tappeto di domande da parte di grosse società come Eon, Vattenfall e Stena Renewale, nonchè di medie e piccole imprese. Non dimostrano alcun limite per quanto riguarda i siti per le turbine. Non risparmiano nè parchi nazionali, nè riserve naturali. Come si legge nel giornale Sven Razorblades: l’energia eolica dovrebbe salvare il clima, quindi può distruggere luoghi naturali di valore.
Non contano neppure le persone: la mastodontica Eon non trova nulla di male nel sistemare pale alte 150-200 metri a soli 500 metri di distanza da una casa usata come abitazione.
Pertanto non c’è da meravigliarsi se dietro all’articolo apparso nel giornale Aftonbladet troviamo: uomini d’affari, un alto funzionario del Governo e il segretario generale della società che dovrebbe proteggere la natura. E’ abbondantemente dimostrato che politici, amministratori della cosa pubblica e uomini d’affari lavorano in stretta collaborazione e coordinano i loro sforzi contro le proteste degli amanti della natura e della popolazione residente, che protestano contro la trasformazione della natura in zone industriali per un trascurabile beneficio.
Qualunque cosa succeda, la popolazione è costretta ad accettare l’energia eolica e vivere con le pale di 150-200 metri nelle sue immediate vicinanze. Il Governo ha nominato quattro “Coordinatori per l’energia eolica” col compito di eliminare ogni ostacolo che si presentasse. Ufficialmente sono dei neutrali impiegati statali, in realtà sono semplici strumenti del grande affare dell’energia eolica.
L’ambivalenza degli interessi raggiunge addirittura il vertice della società svedese. Nella piccola, esclusiva società degli investitori e altri attori troviamo anche le più importanti banche (salvo una), una grossa compagnia di assicurazioni e altri operatori finanziari, nonchè 3-4 dei maggiori studi di avvocati.
L’Agenzia Svedese per l’Energia è molto attiva per la promozione dell’energia eolica e un po’ alla volta sembra un Ministero per la Propaganda. Pubblica una lettera elettronica sull’energia eolica che evita sistematicamente ogni forma di critica o problematica. L’ultima lettera è del 18 giugno e annuncia la prima Giornata del Vento. Vi si legge: “Quel giorno si svolgeranno delle fiere, delle conferenze e saranno proiettati dei film in 35 diversi paesi per mettere in evidenza l’importanza dell’energia eolica.”
Ripetiamo: per mettere in evidenza l’importanza dell’energia eolica. Questa non è informazione o comunicazione, ma pura e semplice propaganda a un livello non più usato dai tempi delle ideologie totalitarie del ventesimo secolo.
L’Agenzia Svedese per l’Energia alimenta pure un network di informazione/marketing per la promozione dell’energia eolica a costo zero per l’industria eolica. Inoltre sostiene un programma istruttivo di nome Vindval – cioè scelta del vento. Già la combinazione delle parole è ingannevole, poichè non ci è offerta alcuna scelta. Non nascondono affatto il loro scopo, quello di imporre l’energia eolica eliminando tutti gli ostacoli all’espansione degli impianti eolici.
Il programma di Vindval ha il compito di presentare argomenti e scienza dubbi, allo scopo di stabilire come l’energia eolica influenza il paesaggio e come cambia la percezione della gente nei confronti dell’energia eolica. C’è anche l’intenzione di divulgare notizie (unilaterali) sull’energia eolica nelle Università svedesi, nei collegi, istituti e compagnie, nonchè nei municipi e presso altre autorità. Il Comitato per la Programmazione comprende numerose figure delle autorità svedesi e rappresentanti dell’industria dell’energia eolica.
Questa commistione di interessi raggiunge perfino le università. L’8 settembre dell’anno scorso è stato pubblicato un rapporto sulle “esperienze di mettere in opera l’energia eolica – ancoraggio, accettazione e resistenza” scritto da due ricercatori dell’Università di Lund. Questo rapporto presentato come lavoro scientifico imparziale, fa parte del programma Vindval per preparare la strada ad una piena accettazione dell’energia eolica in Svezia.
“Un progetto imposto con la forza nonostante una certa resistenza può comportare gruppi di forte opposizione attivi per un lungo periodo e può impedire il futuro sviluppo dell’energia eolica nella zona” recita il rapporto. “L’analisi ha dimostrato chiaramente che è molto importante per la popolazione locale e le autorità accettare la possibilità di un progetto di energia eolica, in modo che la procedura possa svolgersi normalmente”, scrivono i ricercatori e presentano delle proposte ben chiare come spezzare la resistenza: per esempio con la promessa di godere di benefici finanziari in uno schema di co-proprietà.
Concludendo, i due ricercatori raccomandano: Non imponete progetti in zone con forte resistenza e avvisano: “A breve termine l’imposizione può risultare positiva, ma mette in forte crisi la possibilità di futuri sviluppi per l’energia eolica. L’imposizione può avere effetti devastanti sulla fiducia nell’energia eolica, nell’energia sostenibile, verso le società di energia, le autorità ecc. Può bloccare lo sviluppo energetico nella zona per un periodo prolungato.”
Queste parole sembrano uscire da un manuale di politica, eppure la pubblicazione si chiama “Rapporto Scientifico”. In Svezia, volente o dolente l’energia eolica viene imposta alla popolazione. Si usano tutti i metodi – dall’ignorare apertamente le proteste della popolazione, pagare le persone a andarsene, offrire uno zuccherino finanziario e presentare ricerca ingannevole a livello universitario.
Al mondo esterno il Governo svedese racconta che salverà il pianeta. In casa propria si allea col mondo dei grandi affari sostenendo i suoi interessi finanziari e mette il bavaglio a qualunque resistenza presentandosi come salvatore. Recentemente, il 9 giugno, la televisione svedese ha informato il pubblico che tre gruppi della Scania hanno deciso di riunire le proprie forze per minimizzare il rischio di proteste nelle zone in cui nuovi impianti devono essere costruiti.
Così si accelera il processo di approvazione. A partire dal primo agosto l’energia eolica deve sottostare alle sole leggi ambientali, non più a quelle sulla pianificazione o la costruzione. Questo da maggiore libertà di azione agli interessi del business che in Svezia controllano il Governo eletto dal popolo, il quale tra l’altro, ha il compito di proteggere il cittadino contro imbrogli e violazioni, incluse le turbine.

CONCLUSIONE
Nei paesi in cui sono installate già molte turbine aumenta la critica all’energia eolica, visto che non è stato possibile chiudere neppure una centrale nucleare o fossile, e l’emissione di CO2 non è diminuita. Col tempo aumenterà pure fortemente il prezzo dell’elettricità, e ciò a detrimento dell’industria europea, già messa alle strette dai giganti economici emergenti come la Cina.
Sarebbe giusto e ragionevole che l’eventuale beneficio dell’energia eolica sul cambiamento di clima fosse misurato e stabilito da degli scienziati veramente indipendenti, prima che la Svezia investa enormi somme di denaro del contribuente nel loro programma di sviluppo. Inoltre occorrerebbe una dichiarazione veritiera sui danni collaterali derivanti dall’estensione dell’energia eolica sulle persone, sull’economia e sull’ambiente.
In ogni caso, la brutale forza del capitale non dovrebbe permettersi di soffocare le persone e cambiare la loro vita. La Svezia è una democrazia fondata sul rispetto della legge e ignorare questo principio è un’impresa arrischiata. Una volta eliminata questa difesa democratica, si spalanca la porta a tutti i tipi di abusi, compreso quello di pratiche totalitarie.

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