A già se n’era parlato tempo fa, in un post di Tanocanario… e visto che qualcosa si sta evolvendo… direi che è il caso di riparlarne…
Con l’inaugurazione del nuovo Ospedale comprensoriale di Branca… prevista per marzo, sorgono alcune problematiche… soprattutto per l’attuale struttura dell’Ospedale Calai… e di rimbalzo, secondo me, anche per il Centro EASP… e se vogliamo, non possiamo tenere fuori, neanche Villa Luzi… in corso di ristrutturazione .
Da quanto concordato a suo tempo, con la Regione, una parte del “vecchio” (ma ristrutturato e funzionale) Ospedale Calai dovrà essere acquisita al patrimonio comunale, per fronteggiare le spese per l’acquisto di alcuni macchinari, necessari per rendere funzionale il Nuovo Ospedale di Branca (stesso discorso a Gubbio).
Primo dato di fatto… servono nelle casse comunali, circa 2 milioni di euro, per acquistare una parte del vecchio nosocomio… senza affrontare per ora, il problema dei fondi, necessari per un eventuale mantenimento…
La prima domanda: Cosa farci con il Calai?
In parte, secondo indiscrezioni riportate anche dalla stampa locale, sembrerebbe che per la struttura “storica” (quella vecchia, voluta da Calai), rispettando un vecchio vincolo di destinazione, dovrà esser utilizzata per uso socio-sanitario. Pertanto circa 2000 mq spetterebbero all’Asl per mantenere certi servizi, ritenuti essenziali, come: Centro Salute con vari ambulatori, Centro Infanzia, nonché Centro di riabilitazione per cardiopatici… A ciò si dovrebbe aggiungere, lo spostamento della struttura EASP, da Via V Luglio ai locali del vecchio Ospedale, con: 50 posti di residenza protetta, 6 nuovi posti del centro diurno per la demenza senile (morbo di Alzheimer), 10 posti (forse raddoppieranno) di residenza sanitaria assistita (rsa), a cui dovrebbero aggiungersi 12 posti per l’alloggio di soggetti disabili adulti gravi .
A questo punto, sistemata la parte vecchia del Calai (ipotesi anche condivisibile) resterebbe da sistemare la restante parte della struttura ospedaliera o di servizio (parte più nuova aderente e palazzine adiacenti) . Si parla di ipotetiche abitazioni, di tipo popolare, per eventuali giovani coppie o momentanei alloggi per parenti di ospiti non autosufficienti… sia in forma pubblica che privata (per trovare fondi nelle casse comunali)… ma chi ci investirebbe? a me sinceramente, non sembra l’ipotesi migliore… visto il posto… e visto che abbiamo un intero “cuore” del centro storico da riempire… anche a canone agevolato, con contratti di quartiere o di zona…
Allora si potrebbe pensare, di destinare l’intera “vecchia” struttura Calai per i servizi dell’EASP… e sulle altre strutture adiacenti lasciare il Centro Salute con gli ambulatori medici, il Centro Infanzia, il Centro di riabilitazione per cardiopatici… e magari mantenere od incrementare altri servizi socio-sanitari, tipo: Pronto Soccorso (Croce Rossa), Prelievo del sangue (AVIS), riabilitazione fisio-terapeutico (ortopedico-muscolare), sede per studi (scuola infermieri e fisioterapisti) o di ricerca (fibrosi cistica, patologie allergiche), oppure sedi operative per associazioni di volontariato, in ambito socio- assistenziale come Caritas, Unitalsi, Spes, Anaca ecc.
Qualcuno parla anche di Centro terapeutico termale… anche a gestione privata…
Su questo punto avrei un’altra ipotesi… che ritengo interessante da dibattere… e forse anche appetibile per qualche privato… in più, potrebbe rimanere utile per far “cassa”… per acquistare una parte del Calai…
L’ipotesi di spostare l’attività assistenziale dell’ EASP al Calai, liberebbe l’attuale complesso occupato, che potrebbe esser venduto a qualche privato, per un’attività ricettiva, tipo albergo, servito da un bel Centro terapeutico Termale… con tanto di Centro Benessere… con la possibilità di utilizzare anche l’adiacente struttura di Villa Luzi…
L’attuale struttura dell’EASP, per le sue caratteristiche potrà essere riconvertita in albergo, con l’esecuzione di poche opere, necessarie per garantire la nuova funzionalità ...
La vicina Villa Luzi, potrebbe essere utilizzata per il servizio terapeutico termale… oppure “lasciarlo” nella struttura EASP, e fare dell’edificio Luzi un’ ipotetica struttura di medicina sportiva. Le attività sportive nella nostra città sono molto praticate, anche a livello agonistico, ed una struttura del genere, vicino ad ipotetico albergo, potrebbe richiamare utenti anche fuori dal nostro comprensorio. Lo sport è un elemento acquisito “caratterizzante” della guadelsità, con numerosi impianti sportivi, che va sostenuto e potenziato, con servizi e professionalità .
Vista la favorevole posizione, in prossimità del monumento principale della città (Rocca Flea), a ridosso del Centro Storico, nonché le vicine strade di collegamento al patrimonio ambientale del territorio, la struttura EASP potrà essere facilmente “appetibile” per un investimento privato .
Investimento privato? E chi? Beh, spontaneamente verrebbe da dire… Rocchetta…
Quella multinazionale che estrae e imbottiglia acqua oligominerale nella nostra città… che in molti ci intravedono una nemica per Gualdo… Una sorta di moderna “Bastula”, che una parte della cittadinanza ormai “odia”… e al dir vero ci ha messo anche del suo per non farsi amare più tanto… sfruttando un territorio… contraccambiando "non in uguale misura…"
Ma da questa operazione potrebbero guadagnarci entrambe, azienda e città…
La città… perché il servizio ricettivo, allargato con un centro termale, sarebbe ben gradito per l’economia occupazionale e per il relativo indotto, compreso quello turistico…
L’azienda perché allargherebbe quella filosofia di marketing… “Belli fuori, puliti e sani dentro…”, in cui l’acqua di Gualdo Tadino, oltre ad esser buona da bere… è salutare e terapeutica… anche quando non si beve… magari, insieme a quell’aria pulita dei nostri monti…
In più… tutto all’ombra od al sole (punti di vista), di quella Rocca Flea… simbolo della nostra Città… e di quella etichetta riportata nelle bottiglie di acqua minerale…
Il tutto… indipendentemente da come andrà a finire la “vicenda” Idrea/Rio Fergia… senza nessun ricatto di parte… per ristabilire un buon rapporto con la città… per un reciproco rispetto e cordialità…
E se poi… l’interlocutore fa “orecchie da mercante”… e qualcun altro potrà esser interessato… sarà a qualcun altro che potremmo dire “Grazie”…
In dibattito è aperto…