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chiara giombini

IL LIBRO SUL COMODINO

Con l'arrivo dell'estate ho più tempo di leggere... ci scambiamo idee, libri, consigli di lettura? Da ieri sera ho iniziato l'ultimo romanzo di Andrea De Carlo, Durante (edizioni Bompiani). E' il suo 15° lavoro...li ho letti tutti e quest'ultimo inizia già ad intrigarmi.
Si tratta di un libro ambientato nelle colline marchigiane, nel Montefeltro, dove lo scrittore di origini milanesi ha scelto di vivere da anni. Nel “versante est della dorsale appenninica, dove il clima è molto più duro che dall’altro lato, con vento forte in ogni stagione, neve e freddo d’inverno, caldo d’estate, terreno argilloso che si trasforma in fango alla prima pioggia e diventa compatto come il cemento sotto il sole”, come scrive. Qui, nella piccola comunità sparsa sui colli, in case “appese su un lato o sull’altro di ogni crinale”, irrompe Durante, un uomo che ha superato la quarantina, alto e magro, capelli neri con qualche filo bianco, zigomi angolosi e occhi grigi. Un personaggio strano che sembra piovuto da Marte, senza concezione delle normali regole della società; pare ignorare “i codici per la comprensione e la descrizione del mondo che ognuno di noi impara fin da bambino”. Non sa mentire e vive di niente, scolvongendo le esistenze degli abitanti della zona.

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Risposte a questa discussione

io sto leggendo "d'amore e ombra , di Isabel Allende,
l'ho preso sull'onda dell'entusiasmo dopo aver letto "la casa degli spiriti".
scritto nel 1984 , narra la storia di Evangelina , una ragazza dai poteri medianici , rapita dalla polizia.
partendo dalla sua storia si intrecciano le vicende di irene e francisco che si mettono alla sua ricerca , percorrendo una turbolenta serie di episodi che li porterà dai commissariati alle carceri,ai campi di concentramento.
sullo sfondo le drammatiche vicende della società cilena di quel tempo,l'incubo della dittatura e lo scenario torbido e doloroso della lotta per la libertà.

bello , seducente , intrigante , spietato...da non perdere

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l'ho letto! bello ...certo, La casa degli spiriti è ancora meglio! E' un'altra mia passione Isabel Allende.

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ci sarebbe da aggiungere questo, sul comodino:

L'ombra del cerro - Silvia Di Natale, Feltrinelli Editore, 2005.

Ancora un romanzo sulla Resistenza? Sì, ma questo di Silvia Di Natale, L'ombra del cerro, è un romanzo bello e singolare, e si legge con voglia, nonostante la mole. Piace in particolare l'ambientazione, inconsueta per le storie partigiane che conosciamo, nell'Appennino toscoromagnolo: un mondo affascinante di boschi, forre e calanchi, di borghi sminuzzati, rimasto fermo alla memoria dei briganti, raggiunto appena da una strada munificamente concessa dal Duce. Di là passa idealmente la Linea Gotica che i tedeschi si apprestano a fortificare contro l'avanzata degli Alleati. E là si rifugiano, dopo l'8 settembre, bande di partigiani che, nell'attesa ansiosa del fronte ("come fosse un tappeto che andava srotolan dosi sull'Italia"), compiono attentati contro uomini e installazioni. Muovendosi tra una popolazione che si scopre con stupore divisa, come se avesse perduto la propria innocenza: "D'improvviso il paese si era riempito di nemici e c'era chi stava da una parte e chi dall'altra, e chi non sapeva da che parte stare stava e faceva come il cerro del crinale che gettava la sua ombra ora qua ora là, secondo il sole". Audaci colpi di mano e rappresaglie feroci, eroismo e tradimento, disperazione e speranza, sono i gesti e i sentimenti consueti di ogni guerra civile. Li incarna nel romanzo un brulichìo di personaggi, che l'autrice accompagna lungo un percorso continuamente frammentato e ricomposto: per fedeltà ai destini individuali e, nello stesso tempo, all'ordito che li intreccia e accomuna. Sono molte le figure notabili, aldilà della campionatura di partigiani che la risacca della guerra ha spinto su quelle balze: i religiosi che, in un tempo di rinnovata barbarie, difendono la loro fede scossa con l'esercizio dell'umana pietà; il bizzarro nobiluomo che recita per strada le sue poesie, alle quali affida, fingendosi matto, messaggi per i ribelli; l'ingegner Witt che, apparentemente imperturbabile davanti alle sorti del conflitto, applica la sua teutonica efficienza all' impianto di una teleferica... Ma assumono una speciale rilevanza i personaggi femminili. Zoraide, l'enigmatica donna arrivata dalla città, sprona il suo compagno, proclamatosi novello Passatore e incurante di ogni disciplina, a realizzare una brigantesca utopia (e finirà giustiziato dai suoi). Ortensia, arruolata a forza in una banda partigiana, si piega all' amore, e alla inesorabile severità, del russo Sergej. Più drammatica la sorte di Solidea, che di un affettuoso omaggio allo scrittore dei Ventitré giorni della città di Alba. Confessa invece l'autrice di essere in debito con studiosi e testimoni superstiti, dei quali ha frammischiato e scompigliato le carte con il libero gioco della fantasia. In effetti, par di avvertire ancora nel romanzo, nell'aderenza minuta e un poco sviante alla mappa di quel microcosmo contadino, una traccia di cronaca locale. Mentre la ricchezza esuberante delle vicende, talora sospese e inconcluse (come vuole la realtà spoglia di artificio) lascia sentire il fiato di una partecipe oralità. E' questa presenza di vita vissuta e romanzescamente rivissuta che, pur generando qualche scompenso, aggiunge interesse a L'ombra del cerro. La difficile conquista della libertà, raccontata non dai nipoti, ma ai nipoti, con il passaggio del testimone, da parola a parola, da scrittura a scrittura. (recensione di Lorenzo Mondo , "Partigiane sull’Appennino", "Tutto Libri – supplem. de “La Stampa”" , 26/11/2005)

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Io sto leggendo "Absurdistan" di Gary Shteyngart. Incuriosita dal titolo, mi sono immersa in questo turbinìo di vicende grottesche cui solo la "nuova Russia" crudele e strampalata riesce ad assistere impassibile.
Il protagonista è l'obeso trentenne Misha Vainberg, il figlio dell'uomo che occupa la milleduecentotrentottesima posizione nella classifica dei più ricchi della Russia: le sue passioni sono il cibo e l'alcol, la musica rap e tutto ciò che ha a che fare con New York, la città che ha dovuto lasciare per ragioni legate al comportamento violento di suo padre. Misha è un uomo troppo grasso, che dall'America - dopo essere transitato nel paese natale del padre -approda in una nazione troppo piccola, l'Absurdistan; il suo è un assai strano esilio, lontano dalla sua patria adottiva, con sempre meno speranze di riuscire a tornarci. Proprio mentre sta cercando di procurarsi un passaporto di nazionalità belga per fuggire da lì, nella piccola nazione dell'Absurdistan scoppia anche una guerra civile e Misha si trova catapultato in un mondo grottesco, in cui gli tocca diventare Ministro degli affari interculturali, alle prese con il petrolio, con l'amore, con un mondo in cui sembra impossibile aspirare a una vita normale...
Allegati

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Scusate, mi sono accorta ora di aver postato la mia risposta due volte. Approfitto però biecamente di questo spazio per pubblicizzare un altro libro che io ho trovato interessantissimo. Dico "pubblicizzare" perché lo ha scritto un mio amico, Andrea Riscassi, che è un giornalista Rai davvero bravo. Il titolo è "Bandiera arancione la trionferà" e l'editore è Melampo. Non credo che a Gualdo si trovi (ammesso che ci sia ancora una libreria a Gualdo, non sono aggiornata), ma potete trovarlo su IBS, BOL oppure sul sito dell'editore http://www.melampoeditore.it/libri/20.htm
E' ovviamente un saggio e non un romanzo, ma vi assicuro che la lettura è facile e davvero utile per chi vuole saperne di più su Putin e sulle trasformazioni che stanno investendo l'est europeo. Noi dell'Europa occidentale ne sappiamo davvero poco ed è un peccato, perché quelle vicende ci toccano più di quanto i governi dell'una e dell'altra parte ci vogliono far credere. Prima o poi, temo, saremo costretti ad accorgercene...

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Sa' con la crocettina grigia in alto a dx si possono cancellare i propri messaggi :-)
Ciao e buona lettura a tutti (io sto leggendo il manuale di Maxxon Cinema4D, non ve lo consiglio ;-)

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"il mio libro sul comodino" corrisponde a "i miei libri sul comodino" perchè in realtà ho l'abitudine di leggere più libri in contemporanea...forse è una scelta dettata molto dal mio stato d'animo giornalieri, o forse dai miei stati d'animo...
comunque momentaneamente mi ritrovo a leggere: "la metamorfosi" di Franz Fafka, che fra l'altro ho appena iniziato, "la nascita della tragedia" di Nietzsche ( sappiamo tutti di chi è), mio filosofo preferito,
"il ritratto di Dorian Gray", Wilde, esteta perpetuo....sarebbe bello vivere la vita come un'opera d'arte... infine "sono come il fiume che scorre" di Coelho, che ammiro per la sua spiritualità, e per ciò che mi insegna ogni suo libro che leggo/ho letto....di lui, mi ha emozionato "sulla sponda del fiume piedra mi sono seduta e ho pianto", "il cammino di Santiago", e quotidianamente seguo, rifletto sulle pagine del "manuale del guerriero della luce"....credo di essere l'unica italiana a non aver letto "l'alchimista"....prima o poi....

Senza contare il colossale "amleto" e "sogno di una notte di mezza estate" che non mi stanco mai di rileggere...

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Bella idea Chia'!
Io proprio ieri ho rimesso sul mio comodino ( e l'ho praticamente già finito di leggere, perchè piuttosto breve) "Siddharta" di Hermann Hesse.
E ' in realtà un libro che ho già letto quando ero una giovanissima liceale e certe letture venivano di fatto imposte. Poi qualche giorno fa, dovendo fare spazio nell'enorme baule dove tengo il mio "prezioso tesoro" fatto di innumerevoli e svariatissimi volumi, quel titolo mi ha quasi ipnotizzato e ho deciso di rileggerlo.
Lo consiglio.
Siddharta è "uno che cerca" ed in particolare cerca di vivere interamente la propria vita, passando di esperienza in esperienza senza considerare definitiva nessuna conoscenza.
Cerca gli altri, perchè iniziando a cercare gli altri si può iniziare a trovare se stessi.

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bel libro ste! dello stesso autore mi è piaciuto (forse anche di più) il maestro e margherita. Intanto ho finito il libro e sono a caccia di un altro....

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non so che è scattato nel mio cervello, ma stamattina mi sono svegliata con questa idea in testa "Il maestro e Margherita" non è di hesse....Giusta illuminazione: è di Michail Bulgakov, Scusate l'errore, ma non tolgo il post precedente perchè, comunque, il libro in questione secondo me merita di essere letto. Scuse anche agli autori :-)

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molto bella Chiara quest'idea del mini salotto letterario sul ning :-)

io ho appena finito di leggere un saggio molto interessante: L'atomo Sociale di Mark Buchanan ovvero il tentativo di interpretare il comportamento umano (e della collettività in particolare) attraverso le leggi della fisica moderna.

Il comportamento umano sembra impossibile da interpretare in regole ferree come si fà con le dinamiche della natura, le forse fisiche e le astrazioni numeriche in quanto esso è imprevedibile, casuale e libero. Ognuno di noi sceglie la propria linea d'azione a seconda dell'umore, delle abitudini, delle convinzioni e delle emozioni del momento, in pratica ognuno di noi sceglie in base al proprio libero arbitrio.

L'insieme dei comportamenti individuali, analizzati attraverso le leggi della fisica moderna, rivelano invece una corrispondenza affascinante in termini di regolarità, strutture e addirittura leggi con quelle dei fenomeni naturali, rivelando una coerenza incredibile. tra fenomeni fisici (es. il comportamento degli atomi) e fenomeni sociali quali le repentine fluttuazioni dei mercati azionari, della segregazione sociale e moltissimi altri aspetti del comportamento dei gruppi umani e dei relativi fenomeni politici, economici ed anche di costume.

un libro 'illuminante' oserei dire...

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In questi ultimi due mesi ho letto l'ultima sentenza di John Grisham (ero rimasto a "Il Professionista" letto a gennaio-febbraio) e Gomorra.Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra di Roberto Saviano. Per ciò che riguarda il primo l'ho trovato un romanzo piuttosto diverso dal solito Grisham, non con un personaggio protagonista in particolare ma con una storia valida ed interessante, capace di mettere a nudo sporchi intrighi elettorali ed i forti interessi del sistema politico-giudiziario degli Stati Uniti d'America. Forse un po' troppo particolareggiato nei termini legali (può darsi concepito per un pubblico prettamente americano), rischia di inceppare se non si conosce piuttosto bene quel sistema. Il finale affatto scontato può sembrare piuttosto deludente e rabbioso anche se a mio avviso è proprio questa la bravura dell'autore. Il secondo libro, di Saviano lo consiglio vivamente, tema ahinoi di grandissima attualità (il processo-sentenza Spartacus è proprio di questi giorni ed è il processo contro la mafia-camorra più imponente degli utlimi venti anni). Il libro raccunta nudamente e crudamente la realtà campana, gli intrecci di potere misti a smanie di ricchezza, i progetti criminali di uomini mafiosi e camorristi che hanno agito per anni nella completa impunità. Da apprezzare il coraggio dell'autore nella denuncia di un mondo ben noto, ma soprattutto la sua bravura, a mio parere, nel descrivere la struttura economica e finanziaria posta alla base dell'apparato produttivo della camorra che porta l'autore (involontariamente o volontariamente non lo sò) ad esaltare le capacità artigianali ed imprenditoriali degli abitanti campani (anch'essi inevitabilmente coinvolti nella logica camorrista) e questo sinceramente non l'ho capito ed anzi mi ha dato anche un po' fastidio. Poi c'è l'ultima parte che parla del tema spazzatura (altro tema molto attuale) e di come la camorra abbia saputo costruire un proprio racket economico in questo settore. E comunque un gran libro di denuncia che fa riflettere soprattutto se penso che molti napoletani (non solo quelli propriamente coinvolti nella camorra) non sarebbero d'accordo ne con me ne con Saviano.

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